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La ferrovia fantasma diventa discarica abusiva

Rifiuti di ogni genere sul tracciato dove avrebbero dovuto essere posati i binari della Cormons-Redipuglia

ROMANS. Il tratto è decisamente breve, poco più di 300 metri, ma è altrettanto ben fornito di rifiuti, di ogni tipo, sparsi un po' ovunque, dove capita, negli spazi aperti oppure in mezzo agli alberi e ai rovi. L'assortimento lungo il tracciato delle ferrovia mai nata si allarga dai lavandini alle sedie, dalle scarpe ai reggiseni, dai bidoni metallici alle batterie d'auto, cassette di legno, bottiglie in grande quantità, piastrelle, coppi e altri residui di lavori domestici o ristrutturazioni abitative. Il percorso è molto agevole e perfettamente percorribile, nascosto, ideale soprattutto per le incursioni notturne, nonostante il cartello, ben piantato, che ammonisce e vieta lo scarico di rifiuti, ma più che fare da deterrente sembra rappresentare un punto di riferimento per il popolo dei maleducati e degli incivili. E non c'è nemmeno il pericolo d'essere investiti dal treno, che avrebbe dovuto passare di lì, stando almeno alle intenzioni dei lungimiranti progettisti in voga nei tempi della guerra fredda, decisi a proteggere la movimentazioni dei nostri treni da eventuali invasioni dall'Est. Stiamo parlando del tratto di strada compreso tra il cavalcavia dei Feudi a Gradisca d'Isonzo, fino al cavalcavia della nuova tangenziale di Mariano, in località Zuccole, dove si abbracciano i territori

comunali di Mariano, Gradisca e Romans d'Isonzo. Un tratto di strada sterrata, che avrebbe dovuto ospitare la linea ferroviaria a binario unico Cormons-Redipuglia, progettata nel 1949, ma mai completata. Ed è proprio lì che si è formata una sorta di discarica intecomunale.

Edo Calligaris

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