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Turriaco accoglie i 12 profughi VIDEO

Dieci afghani e due pakistani presentati in Comune alle associazioni locali. Percorsi di autonomia e orti sociali. "Vogliamo vivere in integrati e pace"

TURRIACO Tra i 12 richiedenti asilo accolti a Turriaco ci sono padri di famiglia e ragazzi, uomini che hanno già alle spalle un lavoro e altri che ancora studiavano. C’è chi ha abbandonato l'Afghanistan perché pianista, una professione a rischio in una cultura che, soprattutto in certe aree del Paese, è sempre meno tollerante.

 

I profughi accolti a Turriaco: "Grazie per l'ospitalità" Le parole pronunciate da Shabbir, afghano cresciuto in Pakistan e da sette mesi in Italia, davanti ai rappresentanti delle associazioni di Turriaco, il paese bisiaco dove il profugo è giunto assieme a altri 11 compagni. «Nessuno sceglie di diventare migrante - ha detto Shabbir, che aspira a lavorare nel cantiere navale o nell’informatica -. Sono le situazioni che lo portano a diventarlo». Video di Katia Bonaventura. LEGGI L'ARTICOLO: Turriaco accoglie 12 profughi

 

Un paio vorrebbe diventare pizzaiolo, qualcuno trovare impiego nel cantiere navale o nell’informatica. La maggior parte dei 10 afghani e dei due pakistani giunti a Turriaco dopo un periodo di alcuni mesi all’ex Nazareno di Gorizia parla inglese, oltre che la propria lingua. C’è chi ha anche imparato l’italiano. Come il ventunenne Shabbir Nazari, originario di Ghazni, che ha salutato e ringraziato a nome di tutto il gruppo, nell’incontro di presentazione a consiglieri comunali, parroco, associazioni, forze dell’ordine, organizzato nella sala del Consiglio comunale dall’amministrazione, con Duemilauno Agenzia sociale incaricata di seguire gli ospiti.

«Nessuno sceglie di diventare migrante - ha detto Shabbir, da sette mesi in Italia e che in Italia vorrebbe lavorare nel cantiere navale o nell’informatica -. Sono le situazioni che lo portano a diventarlo». E nella provincia di Ghazni, come in tutte le province meridionali dell’Afganistan, sono quelle di una costante precarietà, dovuta agli attacchi dei talebani alle infrastrutture governative e alle scuole. «La cosa più importante nel mondo è l’umanità», ha aggiunto, auspicando rapporti sereni e raccontando della voglia di mettersi a disposizione, di non rimanere inattivi. Come non accadrà. L’amministrazione ha già programmato, come ha spiegato il sindaco Enrico Bullian, una serie di attività, oltre a quelle “di base” relative alla conoscenza dell’italiano e alla formazione in materia di sicurezza sul lavoro, partendo dal coinvolgere gli ospiti nella preparazione dei loro pasti, dopo aver fatto la spesa.

Già giovedì inizieranno incontri informali, davanti a un caffè, per affiancare le lezioni classiche di italiano, mentre sette dei 12 stranieri hanno chiesto e ottenuto la tessera della Biblioteca comunale. Tra le prime azioni che l’amministrazione intende realizzare in modo diretto c’è la creazione, dietro il campo sportivo, di orti sociali che potranno essere curati dai richiedenti asilo e da qualsiasi altro cittadino.

«Abbiamo pensato innanzitutto all’autonomia degli ospiti e in questa direzione abbiamo costruito il protocollo con la Prefettura - ha aggiunto il sindaco - per questo vogliamo sentire eventuali altre proposte da parte delle associazioni del paese». Tutte presenti e disponibili a collaborare. «È comunque fondamentale che gli ospiti imparino l’italiano - ha osservato la presidente del Gruppo costumi bisiachi, Caterina Chittaro -, in modo tale che possano avere rapporti con la nostra comunità».

Il parroco don Enzo Fabrissin s’è messo a disposizione per essere vicino agli ospiti, dopo aver sottolineato di accoglierli con grande affetto e grande gioia. Dal canto suo, l’amministrazione ha già deciso che il 25 aprile la Costituzione sarà consegnata nel corso della consueta cerimonia non solo ai neodiciottenni di Turriaco, ma anche ai richiedenti asilo.

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