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Presidenziali in Serbia, è scontro tra big
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Presidenziali in Serbia, è scontro tra big

L’uscente Nikolic si ricandida contrapponendosi al premier Vucic: lotta interna al partito. Ministri: mossa vergognosa

BELGRADO. Doveva essere una cavalcata vincente, senza grossi ostacoli sulla pista grazie a un'opposizione divisa e marginalizzata.

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Si sta invece trasformando inaspettatamente in una lotta fratricida, con i tratti di una soap opera sudamericana dove i due ex "amanti" si scambiano fendenti attraverso terzi, i media in questo caso. È la corsa alla poltrona di presidente della Repubblica in Serbia, che riserva una nuova sorpresa ogni giorno.

Corsa per la quale la presidenza del partito di maggioranza nel Paese, quello progressista (Sns), ha scelto all'unanimità martedì come candidato l'attuale premier Aleksandar Vucic, indicato dai sondaggi come vincitore certo già al primo turno.

A sconvolgere tutti i piani provocando vero caos, è arrivato tuttavia il presidente in carica dal 2012, Tomislav Nikolic, che avrebbe deciso di auto-candidarsi per un secondo mandato, sfidando il suo ex delfino Vucic.

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La notizia è stata data mercoledì notte dall'agenzia Sputnik, filo-Cremlino come Nikolic, e da vari media serbi, che hanno rivelato che Nikolic avrebbe preso la decisione dopo aver mal digerito il rifiuto dell'Sns di sostenerlo come accadde cinque anni fa.

Rivelazione, ancora non confermata ufficialmente da Nikolic, che ha provocato choc nei ranghi del governo serbo e generato rabbia. Da Vucic, interpellato dalla Tanjug mercoledì notte, solo un nervoso no comment. Se la notizia è vera, la mossa di Nikolic è una «vergogna» e «aiuterà solo quelli che sono contro Vucic», leggi l'opposizione, la reazione del ministro degli Esteri, Ivica Dacic.

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Sulla stessa linea anche il ministro degli Affari sociali, Vulin, che ha accusato Nikolic di essersi messo «a fianco di Jankovic e Jeremic», i due più accreditati cavalli di razza dell'opposizione nella battaglia per la presidenza. «Vu›i„ non vuole trattare», ha l'assoluto sostegno del partito, ha spiegato ieri sera anche il ministro degli Interni e alto funzionario dell'Sns, Stefanovic.

«Se tutto è vero, Nikolic vuole dividere l'Sns, auspico che Vucic vada avanti e che non si presti a mercanteggiamenti», ha rincarato la vicepremier Zorana Mihajlovic.

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Mercanteggiamento, forse la parola chiave in questo momento. Ieri pomeriggio, infatti, la stampa belgradese, in testa il tabloid Kurir, molto vicino all'Sns e con contatti all'interno dell'entourage presidenziale, ha confermato che Nikolic avrebbe inviato una lettera a Vucic.

Nella missiva avrebbe chiesto a Vucic «di essere di nuovo sostenuto come presidente», oppure che si faccia un cambio» di programma. Vucic gli offra la leadership «del partito» progressista e gli consenta di «diventare premier» e allora otterrà il sostegno di Nikolic alle presidenziali.

Nikolic che, sempre al Kurir, ha poi suggerito di stare ancora «aspettando un accordo con Vucic» e che non prenderà alcuna decisione» prima di quel momento. Parole che aggiungono confusione ad altra confusione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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