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Trieste, case degli orrori a Gretta demolite entro fine anno - FOTO

L’annuncio dei vertici Ater dopo l’ennesimo allarme lanciato dai residenti. «Raid vandalici, strutture pericolanti e rifiuti. Il degrado è ormai intollerabile»

TRIESTE Entro la fine dell’anno verranno demolite le case Ater dismesse di Gretta, quelle diventate tristemente note per aver fatto da sfondo al brutale omicidio di Giovanni Novacco nell’estate del 2011. Al loro posto sorgeranno 86 nuovi alloggi, dotati di garage.

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Ad annunciarlo Antonio Ius, direttore generale dell' Azienda territoriale per l'edilizia residenziale di Trieste.

Il comprensorio, composto da cinque palazzine, da anni vuote e già oggetto di parziali interventi di demolizione, versa in condizioni di degrado ormai da mesi.

A denunciarlo nuovamente nei giorni scorsi, dopo i tanti allarmi lanciati già in passato, sono stati cittadini che abitano nella zona, preoccupati anche per i ripetuti atti vandalici.

«Se ci sono segnalazioni in tal senso manderemo personale per effettuare controlli, ma la situazione attuale è destinata a risolversi a breve» spiega Ius.

Entro tre mesi ci sarà la gara d'appalto per il cantiere, che porterà alla demolizione degli attuali edifici, la realizzazione di 86 appartamenti e ci sarà anche posto per un'autorimessa interrata, un aspetto che considero importante visto che le nuove case non incideranno sugli spazi esterni per i residenti. Non porteranno via insomma posti auto agli abitanti della zona».

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Per i cinque condomini, costruiti negli anni Cinquanta, e affacciati su via Gradisca e via Gemona, più volte in passato si era parlato di recupero e riassetto con l’obiettivo di trasformare i vecchi mini alloggi in appartamenti più grandi. Ora la decisione è che tutto sarà costruito ex novo.

«Abbiamo trovato infatti un accordo con Soprintendenza e Comune - aggiunge Ius - per cui potremo eliminare gli attuali edifici, per creare spazi moderni. La demolizione è prevista entro la fine del 2017, intanto si sono svolti già alcuni interventi di bonifica e rimozione di determinati materiali».

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Nel frattempo i residenti auspicano che ci sia una pulizia e una manutenzione del sito, finchè i lavori non inizieranno. Tra i cortili si notano cumuli di immondizia, alberi e arbusti cresciuti ovunque, alcune finestre murate sono state distrutte, con i mattoni caduti a terra. La recinzione è stata danneggiata e accanto alla palazzina più defilata tre alberi sono crollati, rompendo le transenne.

In particolare in uno dei condomini, quello in cui Novacco venne seviziato e ucciso dai due aguzzini Giuseppe Console e Alessandro Cavalli, le assi di legno che sbarravano gli ingressi sono state rotte e lanciate a terra. Sulle pareti esterne sono spuntati di recente alcuni murales e scritte con la vernice realizzati da qualcuno che è riuscito a scavalcare la rete.

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I cartelli che avvertono del pericolo di crolli sono evidenti, anche se alcuni sono stati nel tempo fagocitati dalla vegetazione, che nasconde anche bottiglie, immondizie, teli di plastica e pure uno spartitraffico dimenticato.

Accanto alla prima palazzina è rimasto ancora intatto un cumulo di mattoni, ancora protetto da un involucro trasparente, forse serviva per murare ulteriori finestre, anche se giace qui abbandonato. Alcuni anziani residenti, alla fermata del bus davanti alle case, si dicono preoccupati.

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«C'è il rischio che cada tutto da un momento all'altro - dicono - dalla finestra di casa nostra, proprio davanti alla prima ex palazzina Ater, si vede un buco sul tetto, già in parte caduto. È un peccato che siano stati sprecati così tanti anni. Speriamo che questa sia davvero la volta buona. Questo degrado ha sicuramente contribuito a peggiorare la zona, che ha perso vivacità. Se arrivassero nuove famiglie magari chissà, qualcosa cambierebbe».

Opinione simile espressa anche dal consigliere comunale Michele Babuder, già nel parlamentino che comprende anche Gretta, che per anni ha seguito le vicende legate a quelle case. «L'intervento risulterà di supporto anche per l'economia rionale che fatica a sostenersi - commenta - ed è stata fortemente ridimensionata dalle chiusure di attività commerciali e dal venir meno di altri servizi per la collettività e i residenti in particolare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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