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Un anno senza Giulio: in duemila a Fiumicello, oltre 200 a Trieste
il caso regeni

Un anno senza Giulio: in duemila a Fiumicello, oltre 200 a Trieste

Anche in Friuli Venezia Giulia, come in decine di piazze italiane, si è ricordato il ricercatore di Fiumicello ucciso e torturato in Egitto a un anno dalla sua scomparsa. Il Palazzo della Regione tinto di giallo

FIUMICELLO Circa duemila candele accese a Fiumicello, altre 200 in piazza Unità a Trieste. Così il Friuli Venezia Giulia, come in decine di piazze in tutta Italia, ha ricordato a un anno di distanza la scomparsa di Giulio Regeni, il ricercatore di Fiumicello torturato e ucciso in Egitto.

 

 

 

A Fiumicello la fiaccolata si è tenuta in piazzale dei Tigli, davanti al Municipio, tutte le 2mila candele predisposte dagli organizzatori sono andate esaurite. La veglia è iniziata alle 19.41, l'ora in cui, esattamente un anno fa - era il 25 gennaio 2016 - Giulio Regeni spariva nel nulla . Sarebbe stato ritrovato cadavere il 3 febbraio, sul corpo segni di torture. Dopo la veglia la folla si è trasferita in una sala attigua dove si sono svolte alcune testimonianze. A parlare, tra gli altri, anche Claudio e Paola Regeni, i genitori di Giulio.

 

Regeni, centinaia di fiaccole in cielo a Fiumicello per ricordare Giulio a un anno dalla scomparsa A un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni, barbaramente ucciso in Egitto, il suo paese natale, Fiumicello, ha voluto tributargli un ricordo carico di emozione e di dignità. In una piazza gremita, centinaia di persone hanno alzato al cielo in silenzio una fiaccola per ricordare il giovane ricercatore e ribadire la voglia di verità(di Francesco Gilioli e Antonio Nasso)

 

A sfidare la bora con le candele accese, osservando un minuto di silenzio concluso da un lungo applauso, sono state anche oltre 200 persone in piazza Unità a Trieste, città dove Giulio aveva studiato. Sullo sfondo, il palazzo della Regione illuminato di giallo.

 

 

365 giorni senza Giulio Regeni - la videostoria Cronaca di un anno terribile per la famiglia di Giulio Regeni, per l'Italia e per tutta quelli che aspettano la verità su questo caso. Dal 25 gennaio 2016, quando il ricercatore italiano 28nne scomparve al Cairo dopo l'ultimo sms alla sua ragazza, alle 19.41; al ritrovamento del suo corpo senza vita e con segni evidenti di torture il 3 febbraio. E poi, di data in data, tutti i passaggi delle indagini che hanno avvicinato o allontanato gli investigatori italiani dalla verità. Fino al 15 gennaio 2017, il primo "non compleanno" di Giulio, come lo ha chiamato la madre Paola. E al 25 gennaio, con la grande mobilitazione promossa da Amnesty e raccolta, fra gli altri, anche da Repubblicavideoscheda a cura di Andrea Iannuzzimontaggio di Leonardo Sorregotti

 

In piazza nessuna bandiera di partito: soltanto gli striscioni gialli di Amnesty International e le bandiere del Collegio del Mondo Unito di Duino, con una delegazione che ha partecipato al presidio.

 

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Al microfono si sono alternati i discorsi in ricordo di Regeni: uno dei manifestanti ha invitato a «ricordare Giulio per la sua curiosità e la sua spinta ad approfondire la conoscenza delle parti più nascoste del mondo». Nel corso degli interventi, più volte viene ricordato il legame di Regeni con Trieste, dove il giovane ha frequentato il liceo e il Collegio.

Durante la manifestazione è intervenuta anche l'assessore regionale Loredana Panariti. «A un anno di distanza ricordiamo e chiediamo con forza giustizia e verità per Giulio Regeni». Panariti ha ribadito il sostegno morale alla madre e al padre di Giulio, ha ricordato l'impegno della Regione a partecipare all' iniziativa degli ex compagni di studio di Regeni, i quali stanno avviando una raccolta di fondi finalizzati a delle borse di studio rivolte ai ragazzi egiziani per il Collegio del Mondo Unito. 

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