Quotidiani locali

LE STORIE DEI PASSEGGERI

Stop da dribblare viaggiando con il pullman

C’è chi si è arrangiato su quelli di linea, altri hanno beneficiato del servizio sostitutivo di Trenitalia

Le fiamme hanno ingoiato le ore ai passeggeri. Ma l'arte di arrangiarsi non lascia a piedi nessuno, soprattutto gli italiani. Gabriele Giacomini ha risolto il suo viaggio senza impelagarsi in un'odissea come i suoi compagni. È sceso, ha chiesto l'orario dei pullman ed è salito sul primo che andava verso Trieste da Monfalcone. Dei passeggeri, rimasti incastrati ieri sulla linea ferroviaria verso il capoluogo giuliano, solo alcuni hanno avuto la possibilità di prendere i pullman organizzati da Trenitalia e tutti comunque da Monfalcone. Punto in cui si sono fermati quasi tutti i treni, anche se alcuni - forse per l'ingorgo spiegano da Trenitalia - hanno arrestato le carrozze un po’ prima. Giacomini ha sfruttato il fai-da-te. Altri invece sono ritornati con il treno che verso le 16 ha ripreso il normale servizio. «Certo - racconta sempre Giacomini -, il ritardo l'ho subito pure io. Sono partito da Udine alle 12.38 e sarei dovuto arrivare a Trieste alle 13.38, ma a Monfalcone hanno annunciato un ritardo di 20 minuti. Alla fine il treno è stato annullato e siamo stati trasferiti su un altro treno nella banchina di fronte, che era quello precedente al mio, fermo anch'esso. Mi sono informato sull'orario dei pullman normali che partono da Monfalcone e ho scoperto che la fermata era a 500 metri dalla stazione. Così con altre tre persone siamo arrivati a Trieste alle 15». Adesso la sua unica attesa riguarda l'eventuale rimborso del biglietto. Un po’ meglio per due veneziane che, assieme ad altri passeggeri, sono arrivate nel capoluogo giuliano con un pullman delle Ferrovie, dopo che il loro treno si era fermato a Cervignano per 80 minuti. Ma il loro appuntamento a Trieste è andato in fumo. Devono però ritenersi comunque tra i passeggeri più fortunati, essendo arrivati a Monfalcone hanno potuto prendere i pullman, perché gli altri hanno atteso nell'incertezza finché il treno non è ripartito.

Sara Fuzio da Manzano doveva metterci solo un'ora e dieci e invece ne ha impiegate quasi tre. «Per fortuna avevo giornali e libri con me - commenta -. Siamo stati fermi un bel po' prima a Gorizia, poi a Ronchi». Pure lei voleva sfruttare il fai-da-te o almeno sapere se qualcuno la sarebbe venuta a prendere. Senonchè «ho chiesto dei pullman sostitutivi ma mi hanno risposto che era bloccata anche la statale». Mentre cercava informazioni però rifletteva

sul fatto che solo lei e qualche vicino di sedile potevano sentire le poche informazioni che le venivano date. «Chi era in fondo, non aveva idea di quello che stava accadendo. In realtà le cose che ci hanno detto erano un po' all'acqua di rose, era tutto un po' un'incognita». (b.m.)

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