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«Poliziotti violenti al Cie? Accuse false»

Il Sap querela un’attivista che alla manifestazione del 7 gennaio davanti alla prefettura aveva letto lo scritto di un immigrato

Accuse ai poliziotti: "Maltrattamenti e vessazioni al Cie di Gradisca". Ma le forze dell'ordine non ci stanno. Finisce alla Procura della Repubblica di Gorizia il presidio "anti Cie" con cui il 7 gennaio scorso alcune associazioni - che sin dalla sua apertura si battono contro l'esistenza della struttura di Gradisca - hanno manifestato pacificamente davanti alla sede della Prefettura di Gorizia per dire "no" a ogni eventuale ipotesi di ritorno dell'ex Polonio a un ruolo di struttura di trattenimento ed espulsione dei migranti. Fra le azioni intraprese nel corso del presidio organizzato dall'associazione "Tenda per la pace e i diritti", vi erano state la collocazione di decine di fogli bianchi con i nomi di una trentina di migranti morti tra Cpt e Cie dal 1998 ad oggi (nomi come quello di Abdelmajid Kodra, che ha perso la vita il 30 aprile 2014 nell'ex caserma Polonio di Gradisca durante un tentativo di fuga ndr) ma anche la pubblica lettura di un documento attribuito ad alcuni ospiti senza nome del Cie isontino. Una lettera nella quale erano contenute quelle che gli organizzatori hanno presentato come testimonianze dei reclusi, e di cui ha dato lettura un'attivista presente al presidio, la 35enne triesitna Sara Simionato. Da subito le forze dell'ordine presenti al presidio hanno bollato la lettera come un documento «di contenuto offensivo e calunnioso nei confronti degli appartenenti alla Polizia di Stato», interessando immediatamente i vertici nazionali del Sindacato autonomo di polizia-Sap e il segretario generale Gianni Tonelli, che ha deciso di sporgere querela contro Simionato. Nel documento, nel quale venivano descritte le condizioni di disagio in cui avrebbero versato nel recente passato gli ospiti del Cie, si affermava espressamente («senza fornire alcuna prova o riscontro oggettivo», afferma il Sap) che «La polizia spesso entra e picchia: circa 3 mesi fa con una manganellata hanno fatto saltare un occhio a un ragazzo poi lo hanno rilasciato perché stava male, e non volevano casini e quando è uscito senza documenti non poteva più fare nulla contro chi gli aveva fatto perdere l'occhio. Ci trattano come bestie, alcuni operatori usano delle prepotenze, ci trattano male, ci provocano, ci insultano per aspettare la nostra reazione così poi sperano di mandarci in galera, tanto hanno sempre ragione loro». «C'è un ragazzo in isolamento - prosegue lo scritto letto publbicamente da Simionato - che ha mangiato le sue feci, l'hanno portato in ospedale e lo hanno riportato dentro. È da questa mattina che lo sentiamo urlare». «Attribuire la provenienza di un documento che contiene dichiarazioni calunniose a soggetti generici non esime da responsabilità chi dà lettura pubblica dello stesso - attacca Tonelli -

e pertanto l'attivista ha volutamente e consapevolmente espresso le gravissime affermazioni di cui sopra, evidentemente di matrice delittuosa, diffamatoria e calunniosa anche perché pubblicamente diffuse». Dell'episodio esiste infatti anche una registrazione video.

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