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Trieste “in freezer”. Giovedì 12 occhio al ghiaccio

La bora fa crollare la temperatura percepita sotto i -10. Neve possibile a bassa quota nelle prossime ore

TRIESTE È arrivata puntuale, implacabile, nella notte tra lunedì e martedì. E ha immediatamente iniziato a “bussare” contro i nostri serramenti e a fischiare sopra le nostre teste. La bora forte - le cui raffiche più sostenute hanno raggiunto di primo mattino gli 85 chilometri orari - ha dunque scortato su Trieste l’aria più fredda di questo rigidissimo, benché atteso, scorcio d’inverno, culminato proprio ieri in un martedì a misura di freezer con la colonnina di mercurio che è oscillata in città fra i -2 e i 2 gradi (anche se per gran parte della giornata è rimasta sotto lo zero) e fra i -6 e gli 0 gradi sul Carso, per una cosiddetta temperatura apparente (quella percepita abbinandoci fra le altre cose la potenza del vento) che ha superato nelle ore prive di sole i -10, come attestavano nel pomeriggio i dati scaricati dalle stazioni triestine dell’Ismar-Cnr, visibili su internet.

 

I cigni sul laghetto ghiacciato a Miramare Nel video di Andrea Lasorte, i cigni Mira e Mar alle prese con il freddo che ha ghiacciato la loro "casa", il laghetto del parco di Miramare, dove vivono dallo scorso ottobre. Un gradito ritorno, il loro, dopo cinque anni in cui il laghetto era rimasto disabitato.

 

E oggi, mercoledì 11 gennaio, si potrebbero registrare minime e pure medie ancor più basse, giacché, come annunciano i previsori dell’Osmer-Arpa del Friuli Venezia Giulia sul loro sito, le temperature potrebbero rimanere sottozero anche durante il giorno, sotto il cielo terso, con picchi negativi vicini ai -6 e positivi non superiori ai 2 gradi. Si attenuerà quantomeno, con il trascorrere delle lancette, la tenaglia della bora, che da una velocità annunciata tra il moderato e il sostenuto, cesserà lentamente nel corso del pomeriggio.

 

 

È una parentesi polare (che ha già visto la luce per la cronaca nel fine settimana precedente, all’apice della resistenza dell’alta pressione e di un cielo sereno quantomai stabile ) che è destinata peraltro a persistere ancora per diversi giorni, anche se si dovrebbe attenuare progressivamente ancorché minimamente durante la giornata di domani, giovedì 12, quando le minime non dovrebbero scendere sotto i -2 e le massime potrebbero arrivare anche a 5 gradi.

 

 

Inutile però cantar vittoria, perché con l’incremento delle temperature, neppure troppo sensibile a esser sinceri, potrebbe spuntare il problema del giaccio al suolo, specie sul Carso, dato che proprio per  giovedì si annunciano cumuli di nuvole in sostanziale aumento tanto che in serata, sempre secondo i previsori dell’Osmer-Arpa, non si possono escludere precipitazioni, anche nevose, probabilmente fino a quote molto basse.

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