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Trieste, la Sissa si proietta nel gotha degli atenei

Quarto posto in Italia (e primo al Nord) per qualità della ricerca: un risultato che inciderà positivamente sui fondi ministeriali

TRIESTE Quarta in Italia e prima nel Settentrione, la Sissa si conferma una delle eccellenze nel panorama della ricerca italiano. Lo attesta la classifica dei migliori atenei del Paese contenuta nel rapporto di “Valutazione della qualità della ricerca (Vqr)” diffuso nei giorni scorsi dall’Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur).

Non si tratta di un rapporto qualsiasi: l’analisi dell’Anvur verrà utilizzata dal ministero per ripartire tra le università una parte dei finanziamenti del Fondo di finanziamento ordinario per il 2016. I finanziamenti in ballo sono rilevanti: la valutazione della ricerca peserà per circa 1,4 miliardi sui quasi sette accumulati nel Fondo.

Soldi che nel corso dell’anno venturo verranno distribuiti agli atenei basandosi al 65% proprio sugli esiti del rapporto dell’ente di valutazione. Ciò significa che chi ha migliorato la propria posizione potrà aspettarsi fondi maggiorati. Chi da tempo è al vertice, come la Sissa, vedrà riconosciuta la propria posizione anche sul fronte pecuniario.

La Vqr dell’Anvur è il frutto di un lavoro durato 18 mesi in cui 450 esperti coadiuvati da 65mila tra professori e ricercatori hanno valutato quasi 120mila pubblicazioni prodotte dagli atenei italiani nel periodo compreso fra il 2011 e il 2014. Ai primi cinque posti per qualità della ricerca si sono piazzate le scuole superiori. L’ateneo in vetta per il livello della sua ricerca è, come lo scorso anno, la Scuola di alti studi di Lucca.

Tocca poi alle eccellenza pisane: Sant’Anna e Normale sono rispettivamente seconda e terza. Al quarto posto troviamo appunto la Sissa di Trieste e al quinto l’Istituto universitario di studi superiori di Pavia. Tutte realtà che hanno in comune il carattere di “scuola speciale”. L’istituto triestino ha perso un 6% nel voto complessivo rispetto alla valutazione precedente, ma il dato risente anche di un cambiamento di criteri.

Prima nel Nord Italia, la Sissa è automaticamente prima anche nel raggruppamento Nordest, dov’è seguita dalle università di Trento, Padova, Venezia Cà Foscari, Bologna, Verona e Ferrara. L’Università di Trieste è al 44.mo posto a livello nazionale. È all’ultimo e 12.mo posto nel Nordest ma registra un miglioramento del 6% rispetto alla valutazione precedente.

La Sissa celebra la notizia in un comunicato: «Un risultato raggiunto anche grazie alla capacità di attrarre i migliori scienziati italiani e stranieri - vi si legge -, di orientarsi verso i settori di punta della ricerca e di mantenere un’impronta internazionale».

E in effetti l’efficacia nell’attrarre idee e saperi a livello globale è un marchio di fabbrica della Sissa: fondato nel 1978, con tre principali settori di studio focalizzati su fisica, matematica e neuroscienze, l’istituto triestino ha sempre fatto dell’eccellenza la sua cifra distintiva.

Il sistema italiano della ricerca sta migliorando nel suo complesso. Secondo Andrea Graziosi, presidente Anvur, ciò è dovuto anche all’adozione di un sistema di valutazione dopo vent’anni di mancata verifica. «Oggi vediamo che le differenze tra atenei si riducono e tutto ci fa pensare che la qualità media del lavoro delle università si sia innalzata», ha dichiarato Graziosi presentando il rapporto.

«Si può, dunque, ipotizzare che gli esercizi di valutazione abbiano raggiunto uno degli obiettivi che si erano prefissati: favorire una convergenza verso uno standard comune e più

elevato della qualità della ricerca». Per il presidente si tratta comunque «solo di un primo passo in un percorso lungo e complesso ma, per semplificare, possiamo dire che la macchina è stata messa in moto, come dimostra anche il miglioramento nella qualità del reclutamento della docenza».

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