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MONFALCONE

Rifiutò di dare la pillola del giorno dopo, assolta farmacista obiettrice di coscienza

La sentenza emessa dal Tribunale di Gorizia è la prima del genere in Italia

MONFALCONE. Il Tribunale di Gorizia ha assolto una farmacista di Monfalcone, Elisa Mecozzi, imputata di omissione o rifiuto di atti d'ufficio per aver rifiutato di consegnare a una cliente la «pillola del giorno dopo», dichiarandosi obiettrice di coscienza.

 

Obiezione di coscienza, la battaglia dei farmacisti. La ginecologa: "Contraria, tenuti a vendere il prodotto" "L'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha stabilito che la pillola del giorno dopo, o dei cinque giorni dopo, non è abortiva. Per questo motivo i farmacisti non possono appellarsi all'obiezione di coscienza". Così Daniela Fantini, ginecologa di Milano, sulla richiesta di una parte della categoria dei farmacisti di ottenere, legalmente, il diritto all'obiezione di coscienza. Nel 2010 fu proposto, e poi abbandonato, un disegno di legge che andava in tale direzione. (di Giulia Costetti e Alberto Marzocchi)

 

La sentenza, pronunciata il 15 dicembre scorso, è stata resa nota dai difensori della donna, gli avvocati Simone Pillon e Marzio Calacione. La donna, collaboratrice della Farmacia comunale, durante il turno notturno aveva rifiutato di consegnare il farmaco Norlevo, per il quale la cliente aveva esibito una ricetta medica, rilasciata con l'espressa indicazione di assumerlo nella stessa giornata.
Il Pubblico Ministero aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche e la condanna alla pena di quattro mesi di reclusione, coi benefici di legge. I giudici hanno invece optato per l'esclusione della punibilità della condotta.

 

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 «Dopo tre anni di procedimento penale - afferma Pillon in una nota - con tutto quello che ciò può comportare in termini personali, familiari e professionali, la nostra assistita ha visto riconosciute le sue sacrosante ragioni, conformemente a quanto previsto dall'art. 3 del codice deontologico dei farmacisti che recita 'Il farmacista deve operare in piena autonomia e coscienza professionale conformemente ai principi etici e tenendo sempre presenti i diritti del malato e il rispetto per la vita».

Milano, caccia alla pillola dei 5 giorni dopo: in farmacia con la telecamera nascosta "Noi non la vendiamo, provate in altre farmacie. Certo, poi se trovate farmacisti obiettori sappiate che non ve la daranno". "Provoca l'aborto". "Può causare emorragia" ma anche "Non dà alcun effetto collaterale". Sono una parte delle risposte di farmacisti a cui abbiamo chiesto ellaOne, la cosiddetta pillola dei cinque giorni dopo, valida fino a 120 ore dopo il rapporto sessuale. Il farmaco, commercializzato in Europa da alcuni anni, può essere venduto in Italia per le maggiorenni senza prescrizione medica dal 9 maggio (a differenza della pillola del giorno dopo, commercializzata con il nome di Norlevo, per la quale è necessaria la ricetta). Sul prodotto, tra i farmacisti, c'è ancora confusione: una parte (ridotta) non ne conosce l'esistenza; altri, invece, si appellano a un principio di obiezione di coscienza non riconosciuto alla categoria. "Il farmacista è tenuto a vendere il farmaco senza prescrizione - ha spiegato la ginecologa Daniela Fantini - ed è dimostrato che non provochi alcun aborto".(di Giulia Costetti e Alberto Marzocchi)

 

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