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VIDEO - Record abbattuto: a Trieste la più grande portacontainer mai entrata in Adriatico

La Msc Paloma è stata costruita nel 2010 dal cantiere coreano Daewoo Shipbuilding&Marine Engineering e misura oltre 365 metri di lunghezza per poco più di 51 di larghezza, mentre i contenitori sono disposti lungo 20 file. 

E' giunta al Molo VII del porto di Trieste la «Msc Paloma», nave da 14 mila Teu che, a poco meno di un anno di distanza, sposta il record quale portacontainer con la maggiore capacità mai entrata nel Mare Adriatico.

Il record precedente, sempre con ormeggio sulle banchine gestite da Trieste Marine Terminal (Tmt), apparteneva alla «Msc Luciana» con 11.660 Teu, seguita da altre navi gemelle.

 

Trieste, al Molo VII la più grande portacontainer dell'Adriatico, MSC Paloma Già a buon punto la movimentazione prevista di 3000 TEU. Video di Andrea Lasorte

 

«L’evoluzione e la crescita del porto di Trieste ha commentato il presidente dell’Autorità portuale dell’Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino nel corso di una cerimonia di benvenuto presente la presidente del Fvg Debora Serracchiani e il presidente di Tmt Fabrizio Zerbini continuano insieme ai maggiori protagonisti mondiali del settore. In maniera progressiva si stanno realizzando gli scenari che premiano le strategie dei nostri terminalisti e del porto più in generale, consentendo - ha precisato - un pieno rilancio dell’economia del nostro territorio. Le grandi compagnie concentrano i traffici negli scali che hanno le infrastrutture e i servizi più idonei, ma soprattutto più efficienti. Msc ha investito direttamente nel molo VII e nel porto di Trieste più di un anno fa e sta confermando la fiducia in noi con l’arrivo di nuovi traffici che solo giganti come la Msc Paloma possono gestire in maniera ottimale».  

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Costruita nel 2010 dal cantiere coreano Daewoo Shipbuilding&Marine Engineering, la nave misura oltre 365 metri di lunghezza per poco più di 51 di larghezza, mentre i contenitori sono disposti lungo 20 file. Appartenente alle meganavi con il «castello» e il ponte di comando circa a metà della lunghezza, la «Msc Paloma» può ormeggiare allo scalo giuliano grazie ai fondali naturali da 18 metri, mentre il recente ammodernamento delle gru di banchina consentirà a Tmt di operare sulla nave con l’efficienza richiesta ai più moderni porti nazionali ed internazionali.

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Il molo VII, infatti, è oggi l’unico dell’Adriatico in grado di ormeggiare in contemporanea due meganavi oceaniche, con una capacità che sarà ulteriormente rafforzata dagli imminenti investimenti privati. I recenti interventi pubblici affiancati da nuovi progetti finanziati per un totale di circa 50 milioni di euro sull’infrastruttura ferroviaria dello scalo, infine, stanno mantenendo il trend di crescita che questa tipologia di traffici hanno assunto nell’ultimo decennio. 

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Serracchiani: un risultato non casuale. «Un risultato, quello di oggi, che non è venuto per caso, ma che si fonda su una serie di azioni portate avanti dall’Amministrazione regionale: il lavoro fatto sulla riforma dei porti per far diventare lo scalo di Trieste Autorità portuale di sistema, i risultati che stiamo conseguendo sul fronte del rafforzamento dei servizi ferroviari che conferisce maggiore competitività allo stesso porto e, infine, la collaborazione fra l’Agenzia regionale per il Lavoro e l’Autority, che ha creato l’individuazione di profili professionali di alta competenza e favorito virtuosi processi di stabilizzazione del personale».  Così la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, oggi, alla cerimonia che si è tenuta al molo VII del porto di Trieste dedicata all’arrivo della Msc Paloma, la più grande nave portacontainer mai entrata in Adriatico.  La nave, come ha spiegato la presidente Serracchiani, non genera solo una ricaduta perimetrata alle dinamiche di carico e scarico merci, ma produce benefici allargati ad un indotto che comprende l’intera regione e il nordest. In particolare, ha sottolineato la presidente, perché volumi di questo tipo movimentano tutto quello che sta dietro alla logistica e alla lavorazione dei prodotti. 

Da parte sua il presidente dell’Autorità portuale di Trieste, Zeno D’Agostino, ha voluto evidenziare il nuovo ruolo dello scalo regionale di «snodo fondamentale per servire i mercati europei». Ruolo evidenziato da uno studio internazionale fatto da Mds Transmodal e presentato a Rotterdam durante Intermodal Europe 2016.

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