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Bomba molotov anti-profughi a Turriaco

Trovata assieme a un biglietto di minacce vicino all’ex caserma, in parte abitata da due famiglie, che ospiterà dodici immigrati

TURRIACO. Un bottiglia incendiaria è stata ritrovata nei giardinetti di via 5 Giugno a Turriaco. Ad accompagnarla una lettera di minacce al sindaco Enrico Bullian per la decisione di dare accoglienza a 12 richiedenti asilo in due dei quattro alloggi dell’ex caserma dei carabinieri, che si trova proprio a ridosso di una porzione dell’area verde. Ad accorgersi della molotov sono stati degli abitanti della zona residenziale che hanno quindi avvisato, secondo quanto riferisce lo stesso sindaco, le forze dell’ordine. Sul posto si sono recati i carabinieri di San Canzian d’Isonzo, personale della Digos del commissariato di Monfalcone e gli artificieri.

 

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Il contenuto della missiva ritrovata assieme all’ordigno è simile a quello della lettera che Bullian ha ricevuto una decina di giorni fa in municipio. «Salterai tu e gli immigrati» il senso delle minacce rivolte al primo cittadino in un italiano che lo stesso Bullian definisce «sgrammaticato». Dopo la prima lettera, Bullian aveva sporto denuncia ai carabinieri, avvisando anche la prefettura di Gorizia con cui è stato condiviso nel corso di quest’anno il percorso per risistemare due dei quattro alloggi dell’ex caserma per dare accoglienza ai richiedenti asilo. Assieme alla prefettura e alle forze dell’ordine il sindaco aveva deciso di non rendere pubbliche le minacce per «non ingigantirle e, soprattutto, non dare credito e importanza all’autore del gesto». Il sindaco ha quindi partecipato senza alcuna visibile preoccupazione agli ultimi appuntamenti che hanno animato il paese in questo periodo prenatalizio, come la tradizionale festa dell’Immacolata concezione, una settimana fa.

 

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L'episodio di ieri attribuisce, però, un altro peso alle minacce e rende meno sereno il clima nella cittadina in attesa dell’arrivo dei richiedenti asilo, su cui l'amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro. La scelta compiuta dal sindaco Bullian e dalla sua giunta di centrosinistra nei mesi scorsi ha suscitato la contrarietà delle due famiglie residenti nella palazzina, che hanno acquistato i propri appartamenti dall’Agenzia del demanio, risistemandoli. Le famiglie, che poi alla fine di ottobre hanno ottenuto l’incontro richiesto con la Prefettura di Gorizia, presente anche il sindaco, non si sono dette contrarie a oltranza all’accoglienza di stranieri in difficoltà. Speravano, però, che si potesse arrivare all’inserimento di famiglie di rifugiati e non di maschi soli tra i 18 e i 30 anni, come quelli che troveranno ospitalità negli altri due appartamenti della palazzina. I residenti avevano inoltre sollecitato un incontro pubblico in modo che il Comune illustrasse i termini del progetto di accoglienza a tutti i cittadini, stemperando possibili ansie e preoccupazioni. Così, però, finora non è stato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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