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Trieste, il Museo dell’esodo istriano si sposta in Porto vecchio

Svelato il progetto del Comune. I materiali delle sale di via Torino esposti assieme alla masserizie del Magazzino 18

TRIESTE In Porto vecchio anche un grande Museo dell’esodo. È un progetto al quale sta lavorando l’amministrazione comunale e che trova consenziente l’Irci, l’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata.

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Qui verrebbe esposta in una sede adeguata l’enorme mole di masserizie che già oggi è accatastata, ma in modo confusionario e senza poter essere visibile al pubblico, nel famoso Magazzino 18.

Ma l’aspetto inedito, e per certi versi paradossale, è che qui dovrebbe confluire anche il Museo inaugurato appena il 28 giugno 2015 in via Torino, o meglio il suo contenuto, proprio per accentrare in un unico contenitore il mobilio, i reperti, le fotografie, gli oggetti e dar vita appunto a un museo grande e completo. La più probabile sede di tutto questo, l’onnipresente oltre che gigantesco Magazzino 26.

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Lo stabile di via Torino, così liberato, diverrebbe per intero (oggi lo è in minima parte) la sede e un grande istituto di studi dell’Irci con bliblioteca, emeroteca, archivi, redazione del periodico, studi per i ricercatori. Al di là dei costi per i traslochi, il palazzo dovrebbe subire nuove modifiche interne essendo stato ristrutturato a misura di museo.

La notizia trapela a margine di un ingente contributo a favore dell’Irci che il Consiglio comunale dovrebbe approvare  questa sera e non senza qualche polemica. «L’obiettivo è di portare al Magazzino 26 - conferma l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi - le masserizie che si trovano al 18 e una parte di quanto vi è in via Torino». Con «una parte», Rossi intenderebbe in realtà tutto quanto è di pertinenza del museo.

«I tempi non sono ancora maturi per entrare nei dettagli di questo progetto», si schermisce il presidente dell’Irci, Franco Degrassi.

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«Nel Magazzino 26 accanto al Museo dell’esodo, potrebbe senz’altro starci l’Immaginario scientifico - specifica Rossi - mentre sull’Icgeb (cioé il Centro di ingegneria genetica e biotecnologia, ndr.) la questione è ancora aperta».

Per tentare di fare il punto della situazione occorre fare un passo indietro. La scheda esplicativa allegata al finanziamento dei 50 milioni da parte del Cipe su proposta del ministero per i Beni artistici e culturali prevede 2,5 milioni per la viabilità, ben 25 milioni per il Museo del mare “costituito dalla aggregazione del museo con altri musei e patrimoni pubblici e privati inerenti la marineria e le attività collegate” da allestire nel Magazzini 23, 24 e 25, l’adeguamento architettonico e impiantistico del Magazzino 26 con una spesa di 12 milioni per ospitarvi l’Icgeb e l’Immaginario scientifico, il restauro per 5,5 milioni del pontone galleggiante Ursus con la collocazione di un ascensore e di una piattaforma panoramici per farne il simbolo del nuovo Porto vecchio.

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Tutto questo era stato in qualche modo concordato tra Dario Franceschini (e Matteo Renzi), Debora Serracchiani e Roberto Cosolini. Nel frattempo è caduto il Comune, è caduto il Governo e traballa la Regione e alcuni esponenti del centrodestra, tra cui lo stesso Rossi, si sono dimostrati molto tiepidi nei confronti del trasferimento in Porto vecchio dell’Icgeb.

L’assessore comunale un paio di mesi fa aveva delineato il Magazzino 26 trasformato nel Museo della città dove trasferire oltre al Museo del mare di Campo Marzio, il Museo di arte orientale di via San Sebastiano, il Museo Morpurgo e di Storia patria di via Imbriani e il Museo del Risorgimento di piazza Oberdan, tutti destinati a lasciare le attuali sedi originarie dove i visitatori sono molto pochi.

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Frattanto l’ex Centrale idrodinamica va liberata della mostra sulle Navi del Lloyd che non è più visitabile.

«Non appena avremo reale possesso come Comune del Porto vecchio (per il passaggio simbolico delle chiavi è stato indicato il 31 dicembre, ma poi ci vorrà qualche altro mese, ndr.) - spiega Rossi - la trasferiremo al Magazzino 26».

Se però il Museo del mare sarà realmente ricavato nei Magazzini 23, 24, 25, quando questi saranno stati restaurati sarà necessario un ulteriore trasferimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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