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Trieste, nasce sulle Rive la Serra delle idee

Domani l’inaugurazione del locale con cucina salutista, jazz club e laboratori del riciclo artigianale

TRIESTE Giovani, ambiziosi e motivati. In alcuni casi addirittura rientrati dall’estero per partecipare a questa iniziativa. Nasce su questi presupposti “Serra Hub”, il nuovo locale che verrà inaugurato domani in via Economo 12/1, in quel foro di ampia metratura che, nato come “Punto G”, è passato attraverso vari nomi e varie gestioni, con alterne fortune. Ma Massimo Lombardi, 21 anni, studente di ingegneria chimica e agricoltore, presidente della cooperativa che gestirà il posto, ci crede.

 

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«La Serra - dice - è in primis un luogo di aggregazione. Perchè in città ci sono tante buone idee ma scarsi mezzi per realizzarle. In questo vogliamo essere un incubatore per farle crescere». Rivolto dichiaratamente all’ampio numero di studenti che gravitano nei vicini dipartimenti universitari, il “Serra” sarà qualcosa che va decisamente al di là del posto di ristorazione tradizionale.

Un po’ localino salutista («Carne e pesce almeno nel primo periodo - ammette Massimo - non sono previsti»), un po’ caffetteria col wi-fi gratuito, secondo il trend dominante, passando per un jazz club che già in dicembre garantirà quattro concerti, arrivando infine a un laboratorio artigiano del riuso, è indubbiamente l’isola che non c’era. Non mancherà neanche uno spazio espositivo per il design fai da te, dove imparare come ridurre gli sprechi.

 

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Con Raimondi, che da agricoltore part-time curerà personalmente gli approvvigionamenti alimentari a chilometro zero, puntando a rilanciare i prodotti locali, ci saranno il fratello Daniele, jazzista e direttore artistico, l’esperto di bioedilizia e grafica Luca Gennari, Stefano Poletti, attivo nell’artigianato del riuso e nella “Circular economy” (in pratica costruire qualcosa di nuovo con oggetti che altri buttano), e l’unico non triestino, lo chef Francesco Trionfetti, umbro di Terni, che arriva direttamente da Parigi, dove si è specializzato nell’uso delle materie prime biologiche.

Non a caso Raimondi ammette di essersi ispirato alla cosiddetta Permacultura. «Si tratta - racconta - di creare orti autonomi dove si producono quei prodotti non presenti sul mercato». «Tanti dei miei compagni di avventura - continua - sono rientrati a Trieste perché ritengono che quella di prendere la via dell’estero sia forse la soluzione più facile.

 

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La vera sfida, anche per me, è invece quella di restare in città, come vorrebbe poter fare la gran parte della gente che conosciamo, e per questo con la nostra iniziativa ci proponiamo di unire le forze per favorire un cambiamento, anche minimale, nella nostra realtà. Risultando, perchè no, anche di ispirazione agli altri».

Detto della filosofia di fondo, veniamo al locale. Realizzato per la maggior parte con prodotti di scarto provenienti da altri cantieri in città, e introducendo il legno. L’effetto è decisamente piacevole e ha mitigato quella ridondanza del metallo che caratterizzava le gestioni precedenti. Piccola curiosità, la moquette del palco arriva direttamente dallo stand delle Generali dell’ultima Barcolana.

Per ulteriori informazioni si può andare sul sito Internet della Serra Hub o sulla pagina Facebook .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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