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Il Comune di Gorizia ai francesi: «Giù le mani dalle spoglie di Carlo X»

L’assessore Pettarin al console di Francia a Milano: «Le salme dei Borboni rimangano alla Castagnavizza. Pronto un progetto turistico con Nova Gorica»

GORIZIA Giù le mani dalle spoglie di Carlo X. Gorizia e Nova Gorica stanno lavorando per costruire «l’itinerario dei Borboni», facendolo diventare parte integrante del progetto di rilancio turistico delle due città.

È il messaggio lanciato l’assessore comunale Guido Germano Pettarin. «La storia dei Borboni di Francia, che scelsero Gorizia per il loro esilio e vollero riposare eternamente nella Castagnavizza, appartiene a pieno titolo a questo territorio e la richiesta di “restituzione” dei resti di Carlo X e degli altri nobili da parte di un comitato francese è priva di senso».

Pettarin lo ha detto direttamente al console generale di Francia a Milano, Olivier Brochet, accompagnato dal console onorario di Francia a Trieste, Christia Chiaruttini, durante l’incontro avvenuto a Gorizia nei giorni scorsi, alla presenza di Gianluca Madriz (Cciaa e Confcommercio) e dell’esponente di Confindustria di Trieste e Gorizia, Roberto Tonca. «Oggi, il monastero si trova in Slovenia, a Nova Gorica, città che quando il re morì non era ancora edificata e tutta la zona del Goriziano era sotto l’Austria - ha ricordato Pettarin -. Carlo X scelse Gorizia per il suo esilio e qui morì, nella villa Coronini, il 6 novembre 1836. Per anni, gli altri esponenti della famiglia reale di Francia, fra cui Maria Teresa Carlotta di Borbone, figlia di Luigi XI e Maria Antonietta, risiedettero a Gorizia in esilio e, alla loro morte, furono inumati nel monastero della Castagnavizza. Per loro volontà. Quindi, anche da parte di Gorizia - il messaggio di Pettarin - c’è l’assoluta intenzione di tutelare la memoria e rispettare le volontà di Carlo X e della sua famiglia di riposare nella Castagnavizza. Anzi, insieme a Nova Gorica, stiamo ragionando su una possibile valorizzazione, anche in chiave turistica, dell’itinerario sui Borboni di Francia che si snoda attraverso il confine. Il console è stato molto cortese e ha preso atto della posizione espressa dal Comune di Gorizia».

 

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Durante l’incontro - peraltro - c’è stato un ampio confronto su vari aspetti inerenti l’interesse della Francia nei riguardi del nostro territorio e, da parte anche del presidente della Camera di Commercio Gianluca Madriz, sono stati evidenziati al console sia gli aspetti infrastrutturali che produttivi, soprattutto nel campo turistico ed enogastronomico della nostra zona. Il console ha apprezzato in modo particolare le opportunità che possono essere fornite dal Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) e ha sottolineato l’interesse del suo Paese per lo sviluppo dei contatti e dei rapporti con il nostro territorio.

Ma torniamo alla vicenda delle spoglie di Carlo X. Due mesi fa, l’associazione “Pour le retour à Saint-Denis de Charles X et des derniers Bourbons” (Per il ritorno a Saint-Denis di Charles X e degli ultimi Borboni) chiese al governo di Parigi di avviare i negoziati con Lubiana per arrivare a un possibile trasferimento delle ceneri a Saint-Denis, la Basilica parigina in cui giacciono quasi tutti i Re di Francia. Insieme a Napoleone III, Carlo X è l’unico regnante francese morto in esilio a «non riposare nella sua terra natale».

Esiliato in Boemia dopo la rivoluzione del 1830, si rifugiò in Slovenia per sfuggire ad un’epidemia di colera, ma venne colpito dal virus morendo poco dopo il suo arrivo a Nova Gorica. Nelle scorse settimane, il ministero degli Esteri sloveno sostenne di non aver ricevuto alcuna richiesta di rimpatrio da parte della diplomazia francese. Un caso nel caso. Carlo X di Borbone, conte d’Artois (Versailles, 9 ottobre 1757 – Gorizia, 6 novembre 1836), fu re di Francia e Navarra dal 1824 al 1830. Zio del re eletto Luigi XVII e fratello minore dei sovrani Luigi XVI e Luigi XVIII, supportò quest’ultimo durante il periodo dell’esilio della famiglia reale di Borbone dopo la Rivoluzione francese e gli succedette poi al trono. Il suo governo durò circa 6 anni ed ebbe fine con la Rivoluzione di luglio del 1830 che portò alla sua abdicazione e all’elezione di Luigi Filippo, duca di Orléans, quale re dei Francesi. Esiliato nuovamente, Carlo morì a Gorizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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