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Croazia, varato il nuovo governo: fuori tutti i falchi dell’Accadizeta
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Croazia, varato il nuovo governo: fuori tutti i falchi dell’Accadizeta

Silurato Hasanbegovic. Il ministero della Cultura a Nina Obuljen. Salta anche il capo della diplomazia che nell’esecutivo Plenkovic sarà l’eurodeputato Davor Ivo Stier. Nasce il dicastero della demografia

ZAGABRIA. Diciannove ministri: 15 in quota Hdz e 4 scelti da Most. Il primo ministro in pectore Andrej Plenkovic ha annunciato ieri sera, al termine di una lunga riunione di partito, la nuova squadra di governo. Un insieme di personalità che, pur poggiandosi sulle stesse basi dell'esecutivo Oreškovic (appunto l'alleanza Hdz-Most), presenta ben pochi segni di continuità con il governo uscente. Soltanto sette ministri mantengono il proprio posto (più uno, Tomislav Tolusic, che passa dalla gestione dei Fondi europei all'Agricoltura). Inoltre, se ci si concentra sulla parte dell'esecutivo decisa dal leader dell'Hdz Plenkovic, il cambiamento è ancora più evidente: su 15 portafogli, solo quattro sono riconfermati.

 

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Il più importante è certamente quello delle Finanze riaffidato a Zdravko Maric, seguono poi Oleg Butkovic ai Trasporti, Lovro Kušcevic alle Costruzioni e Tomo Medved ai Reduci di guerra. In quanto a Most, il partito di Božo Petrov conferma Ante Sprlje alla Giustizia, Vlaho Orepic agli Interni e Slaven Dobrovic„ all'Ambiente e all'Energia. Ma sono gli "esclusi" a lasciar trapelare la nuova linea del governo. Durante la sua campagna elettorale, Andrej Plenkovic aveva promesso un "riaccentramento" del partito, che durante la direzione di Tomislav Karamarko (dimissionario quest'estate) si era posizionato molto a destra. La concretizzazione di questa promessa è dunque l'esclusione dei falchi dell'Hdz dal nuovo esecutivo. L'esempio più simbolico è quello della Cultura, un portafoglio su cui erano puntati i riflettori della stampa locale e degli osservatori internazionali (si pensi al Consiglio d'Europa "preoccupato" per lo stato della libertà di espressione in Croazia). Il ministero in questione passerà dunque dalle mani di Zlatko Hasanbegovic a quelle, meno controverse, di Nina Obuljen. L'ex ministro, accusato di revisionismo storico e simpatie naziste e contro cui era stata lanciata una petizione internazionale firmata anche da Dario Fo, viene ora formalmente allontanato dal potere.

Ma Hasanbegovic non è l'unica vittima di quella che sembra essere una nuova "era" politica all'interno dell'Hdz. L'ex eurodeputato Plenkovic ha infatti sostituito anche il capo della diplomazia, quel Miro Kovac che negli ultimi mesi è stato protagonista di una preoccupante escalation con la Serbia. Il nuovo ministro degli Esteri di Zagabria sarà Davor Ivo Stier, pure lui deputato europeo ed esponente dell'ala più moderata del partito. Infine, un'ultima sostituzione pregna di significato è quella di Predrag Šuštar, ex responsabile dell'Educazione e della Scienza, che lascia ora il suo posto a Pavo Barišic. Šuštar si era fatto conoscere dai cittadini croati per aver interrotto una già avviata riforma dei programmi scolastici cara all'opinione pubblica ma che il ministro giudicava sbagliata.

Con la sua decisione, Šuštar aveva provocato una manifestazione di massa a cui presero parte nel maggio scorso migliaia di persone. Durante la conferenza stampa di ieri sera, Plenkovic ha illustrato le grandi linee del nuovo esecutivo, che considera "una squadra di qualità", composta da "quarantenni con esperienza" e comprendente quattro donne. Di queste, Nada Murganic si occuperà di un nuovo dicastero, dedicato alla "demografia" e che include anche i temi della famiglia, dei giovani e degli Affari sociali. Si tratta di una questione importante per la Croazia, data la piaga dell'emigrazione giovanile e del calo demografico nel Paese, dove la popolazione invecchia velocemente. Questa dunque la squadra di Plenkovic che si presenterà oggi al Sabor, il parlamento di Zagabria per illustrare il proprio programma e ottenere il voto di fiducia. Se la otterrà, quello di Andrej Plenkovic diventerà il 14° esecutivo a governare in Croazia dalla dissoluzione della Jugoslavia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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