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Trieste, offensiva antibarboni. Partono gli sgomberi

In vigore il piano di Roberti per “liberare” l’area della stazione. Vietato dormire in strada. Previsto il sequestro di cartoni, coperte e giacigli

TRIESTE D’ora in avanti a Trieste sarà vietato dormire in strada. Tolleranza zero. La giunta Dipiazza, come annunciato in campagna elettorale e nei primissimi giorni di insediamento della nuova amministrazione di centrodestra, ha preparato l’ordinanza antibarboni.

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Il provvedimento, che porta la firma dal vicesindaco leghista Pierpaolo Roberti, atteso già a fine agosto, è entrato in vigore da ieri. Un testo pronto da almeno tre settimane, che attendeva soltanto l'ufficialità e il confronto con la Prefettura. Che, pur non avendo dirette competenze in materia, aveva risposto a stretto giro di posta nei giorni scorsi proponendo alcuni suggerimenti.

Da quanto si è saputo nei piani alti del Palazzo di governo non fanno i salti di gioia per la mossa del municipio. Ma il leghista si è sempre dimostrato deciso a portare a termine l'operazione, anche senza la benedizione altrui. Nessuno comunque cerca lo scontro diplomatico: «Ci teniamo al decoro della città», si limita a dire Roberti. «Non potevamo star fermi». Detto fatto.

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senzatetto

A Trieste scatta l’offensiva anti-barboni

Il vicesindaco Roberti prepara un’ordinanza per allontanare i senzatetto dall’area del centro città. Dormire in strada diventa “reato”: previsti sgomberi coatti e sequestro di coperte e cartoni per chi viene sorpreso su panche e gradini

In sostanza i senzatetto non potranno più trovare riparo né nelle panchine antistanti la Stazione ferroviaria né in piazza Libertà, tanto meno sui gradini della Sala Tripcovich. Stesso discorso per l'ingresso del Porto vecchio dove bivacca da molto tempo, forse anni ormai, un gruppo di mendicanti di nazionalità bulgara.

Ma come intende agire il Comune? Innanzitutto la nuova ordinanza fa seguito a quella già in vigore contro i parcheggiatori abusivi sulle Rive e le multe ai profughi che si rifugiano al Silos, ma in questo caso - per ovvi motivi - non sono previste sanzioni per i trasgressori. Funzionerà così: chiunque viene sorpreso coricarsi all'aria aperta, giorno o notte, sarà invitato ad andarsene.

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Non solo. Proprio perché il provvedimento punta al “decoro” e alla “pulizia”, giacigli, scatoloni, carrelli, coperte, materassi e qualsiasi altro oggetto ed effetto personale lasciato per strada dai senzatetto, sarà rimosso e gettato nella spazzatura. Infatti, anticipa il vicesindaco, gli agenti della Polizia locale si muoveranno assieme agli operatori dell'Acegas. Pronti a sgomberare strade, piazze e panchine da ciò che trovano.

Va da sé che la roba per la notte, accatastata quotidianamente all’ingresso del Porto vecchio dal gruppetto di mendicanti, sparirà. «Piazza Libertà, l'entrata della Tripcovich e del Porto Vecchio - spiegava nelle scorse settimane Roberti - non possono trasformarsi in dormitori pubblici, non possiamo tollerare chi sta per terra».

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Il leghista non cede di un millimetro e conferma la linea dura inaugurata dalla nuova amministrazione di centrodestra: «Divieto di stare in strada, allontanamento delle persone e sgombero del materiale ed effetti personali», scandisce il vice Dipiazza che, come noto, in giunta detiene anche la delega alla Sicurezza.

«Ma vigileremo nelle aree interessate perché non vogliamo che questa gente poi ritorni. Quindi - aggiunge - nei vari giri che fanno gli agenti della Polizia locale, adesso con l’ordinanza è possibile anche mandar via le persone. Ma prima di farlo li avvertiamo il giorno prima, perché non intendiamo agire con blitz o altro».

Roberti non ritiene che il Comune in questo periodo debba affrontare il tema della povertà e del disagio in altro modo. Non sono dunque previste nuove soluzioni abitative per i senzatetto, strutture di emergenza o altri provvedimenti da mettere in campo con l'assessorato al Welfare gestito dal collega Carlo Grilli. Non certo con i fondi pubblici del municipio.

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«Anzi - suggerisce il leghista - posso dire che ringrazio tantissimo il senatore Russo per l'iniziativa che ha annunciato, cioè quella di destinare il 20% del suo stipendio da parlamentare alla Caritas. Sono sicuro che con tutti quei soldi saranno in grado di trovare alloggi adeguati ai senzatetto. Strano che non lo abbiano già fatto.

Come mai i soldi del senatore Russo non sono stati ancora utilizzati per far dormire in un posto umano queste persone? Comunque sono sicuro che, con l'entrata in vigore della mia ordinanza, grazie a Russo e alla Caritas, questa gente avrà subito un tetto dove stare. Anche se credo che quei clochard non cerchino una casa, ma abbiano deciso di vivere così. In realtà non vogliono essere aiutati. Ma per noi questo non è vivere civile. Vedere ogni mattina i cartoni per strada non è accettabile. La stazione e gli spazi intorno sono il biglietto da visita di Trieste».

Infine un ultimo affondo. «Non è poi mia intenzione buttare la questione sull'immigrazione - chiosa -, ma a me non risulta che tra quella gente ci siano italiani. So per certo, invece, che all'ingresso del Porto vecchio c'è una famiglia di nomadi. Loro scelgono di essere nomadi e io dico che non lo possono fare. Non accettiamo che arrechino un danno alla città - conclude il vicesindaco leghista - perché loro hanno deciso di vivere in strada».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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