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L’Accademia dell’Adriatico fa il pieno di aspiranti ufficiali

Boom di iscritti al test di ingresso per il secondo anno della Fondazione del Nautico. Centoventitrè candidati per 20 posti. Il presidente: «Faremo una selezione virtuosa»

TRIESTE L’81,1 per cento degli studenti con in tasca un diploma di Istituto tecnico superiore dopo sei mesi trova lavoro. In tempi in cui la disoccupazione è la triste regola e sicuramente non l’eccezione, questo è un dato a dir poco straordinario. La statistica stilata dal Miur, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, conferma inoltre che, il 90,2 per cento di questi occupati ha trovato un lavoro coerente con il proprio titolo di studio. In altre parole, non si è dovuto adattare a un “lavoretto” ma fa il mestiere per il quale si è formato. Per chiudere il cerchio della classifica sugli Istituti tecnici superiori (Its), il 46,8 per cento è occupato a tempo indeterminato mentre il 53,2 % lo è a tempo determinato.

 

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È questo il contesto in cui si aprono i percorsi formativi dell’Accademia Nautica dell’Adriatico di Trieste, istituita nel 2015 e, quindi, al varo del secondo anno di attività didattica.

Trieste, unica accademia a indirizzo nautico mercantile dell’Adriatico, tra gli oltre 20 soci fondatori, annovera il capofila Isis Nautico - Galvani, Autorità portuale, Guardia costiera Fvg, Fincantieri, Comune e Provincia, Wärtsilä, Ocean Srl, Italia Marittima e Insiel. Obiettivo dell’Accademia nautica - che in attesa della fine dei lavori di ristrutturazione della sede sul molo F.lli Bandiera è ospitata nello storico istituto di piazza Hortis - proporre un’offerta formativa altamente qualificata, che prevede, oltre al programma di studi, tirocini in aziende del comparto marittimo e stage di 12 mesi d’imbarco sulle navi. Per entrare in accademia è necessario superare i test d’ammissione, rispettivamente, per i 22 posti del corso per il diploma di “tecnico superiore per l’infomobilità e le infrastrutture logistiche” (il cui bando di selezione è aperto fino al 7 ottobre), mentre quello per il diploma di “tecnico superiore per la mobilità delle persone e delle merci” si è svolto ieri mattina nelle aule del Nautico. 123 le domande inoltrate alla Fondazione “Accademia Nautica dell’Adriatico”, per i 10 posti di Conduzione del mezzo navale e, dunque per il diploma di allievo ufficiale di navigazione.

 

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E per gli altri 10 di Gestione degli apparati e impianti di bordo, per il diploma di allievo ufficiale di macchine. «Un buon numero di richieste consente di fare una virtuosa selezione degli studenti - ha commentato il presidente della fondazione Stefano Beduschi - e di conseguenza alzare il livello generale degli allievi, che quando usciranno dall’accademia avranno tutte le carte in regola per inserirsi velocemente nel mondo lavorativo». Cultura generale, domande specifiche su materie tecniche, lingua inglese, conditio imprescindibile per chi vuole intraprendere una carriera giramondo per mare: questo il nucleo centrale della prova scritta affrontata ieri dagli apprendisti iscritti all’accademia, il cui comune denominatore è la provenienza da istituti nautici secondari, unita a una precoce passione, da nord a sud, per il mare e il navigare. «Sono cresciuto con il culto del mare - ha spiegato il romano Federico Petti, 20 anni - e ho sempre sognato d'imbarcarmi. Ma è un percorso difficile da fare autonomamente, mentre le accademie garantiscono un inserimento lavorativo di qualità». La triestina Elisa Sorina era invece al secondo appuntamento con il test cittadino, ma per avere delle chance maggiori ha partecipato anche a quello dell'omologa accademia di Genova. «Quest’anno le domande erano un po’ più difficili - ha commentato - spero di poter frequentare la nostra accademia, a pelle non credo mi riuscirebbe facile ambientarmi a Genova».

«Gli anni al nautico di Ortona sono stati i più felici della mia vita, e non ho mai preso in considerazione altre opzioni di vita», ha detto invece Maria Grazia Minicucci, il cui colpo di fulmine per la vita in mare l’ha colta alla fine della terza media. Nemmeno la ferma disapprovazione dei genitori, che ritenevano il mestiere poco adatto a una donna, è riuscita a farla desistere: «Mi piacerebbe studiare a Trieste, e non vedo l’ora di poter fare lo stage sulle navi», ha aggiunto l’aspirante ufficiale di navigazione. «Per i ragazzi è un momento fondamentale del loro percorso di studi - ha spiegato il direttore dei corsi dell’Accademia, Donatella Bigotti - perché rappresenta il primo impatto fisico con il mondo della navigazione. Un’esperienza formativa da tutti i punti di vista, non solo quelli strettamente legati al mondo marittimo, ma anche dell’arricchimento personale». Come potrà testimoniare al suo rientro Martina Di Lorenzo, già quota rosa dell’Accademia, attualmente a bordo della Italmattina per il tirocinio.

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