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Strumenti sequestrati ai suonatori abusivi

Una nuova ordinanza introduce la confisca oltre alla multa sino a 300 euro per scoraggiare i musicisti «improvvisati» che non rispettano i regolamenti

TRIESTE. Vae victis, guai ai vinti. La nuova ordinanza del Comune di Trieste ha un sapore “celtico”, come le parole di Brenno, il conquistatore gallico che espugnò la Roma delle origini: dopo i senzatetto e i parcheggiatori, nel mirino questa volta ci sono i suonatori abusivi. La nuova norma va a inasprire le sanzioni già previste dal regolamento sugli artisti di strada approvato nello scorso febbraio. Se il testo originario prevedeva un balzello compreso fra 50 e 300 euro per gli artisti “non autorizzati”, la nuova ordinanza sancisce il sequestro dello strumento. Una scelta repressiva che renderà molto più azzardate le incursioni dei musicisti “fuorilegge”.

 

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Il testo rileva che «soprattutto nei mesi estivi è stata riscontrata una notevole presenza abusiva di musicisti improvvisati». Questi ultimi, prosegue l’ordinanza, disturbano sia i cittadini, «in quanto spesso richiedono insistentemente un obolo per la prestazione effettuata», sia gli artisti di strada «di comprovate competenze musicali, i quali si sono regolarmente registrati alla piattaforma comunale e svolgono le loro prestazioni in luoghi pubblici o aperti al pubblico ben definiti».

Che fare dunque? L’ordinanza argomenta con un linguaggio un tantino involuto: «L’attuale regolamento comunale - si legge - prevede una sanzione amministrativa ma non prevede, in caso di prestazione abusiva e al fine di evitare la reiterazione dell’attività vietata, la sanzione amministrativa accessoria della confisca delle attrezzature o degli strumenti musicali impropriamente utilizzati da strimpellatori o da suonatori improvvisati, che disturbano la cittadinanza, spesso importunandola al fine di ottenere un compenso per la loro prestazione abusivamente effettuata».

 

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Dimostrando un certo gusto per le espressioni «improvvisato» e «abusivo», il testo prosegue imperterrito rilevando la necessità di «rassicurare la collettività» dinanzi a cotanta minaccia. Scatta quindi, oltre alla sanzione pecuniaria, la confisca e il sequestro degli strumenti. Spetterà agli agenti e agli ufficiali di pubblica sicurezza il compito di far osservare la disposizione. Il testo prevede infine la possibilità di ricorso al Tar, da presentarsi entro 60 giorni dalla pubblicazione, o al Presidente della Repubblica (entro 120 giorni).

Trattandosi di un’ordinanza uscita dall’ambito della polizia municipale, come spiega il vicesindaco Pierpaolo Roberti, la durata è limitata: scadrà il 31 ottobre prossimo. Possibile segua poi un rinnovo, visto che l’unico modo per renderla permanente sarebbe riportare in aula il regolamento sulle arti e i mestieri di strada per modificarlo.

La polizia municipale rientra tra le deleghe del vicesindaco. Il regolamento sugli artisti di strada è pertinenza invece dell’assessore Lorenzo Giorgi che non pare però essere al corrente della nuova misura repressiva. L’esponente della giunta sta pensando di intervenire sul regolamento, ma con precisazioni di diverso tipo: «Finora abbiamo specificato le tipologie di spettacoli che si possono tenere nelle parti più “nobili” del centro - spiega -. Gli artisti rumorosi possono operare ma magari non in piazza della Borsa o in piazza Unità. Penso all’ormai celebre “capra” che sbatte il becco di legno». Quanto a chi viola le regole? «Alcuni non soltanto non si registrano, ma dopo aver pigliato la multa la stracciano davanti ai vigili urbani - dice Giorgi -. Ecco, questo va evitato e serve la collaborazione degli artisti stessi. In fondo il regolamento è un meccanismo di tutela anche per loro».

L’obiettivo sarà quindi puntare sulla qualità: «Per noi un professore di musica est europeo che per una settimana suona in centro, com’è successo, è un grande valore. Ecco perché stiamo pensando a una commissione che valuti la qualità degli artisti in modo da dare priorità ai migliori nelle zone centrali. Ho già preso contatto con la Scuola di musica 55 in tal senso». Per chi non si è iscritto al sistema, nel frattempo, arriveranno le prime stangate. I gruppo di fiati che spesso si vedono andare a spasso per Trieste diffondendo nell’aria sonorità balcaniche e mitteleuropee rischiano di lasciarci la tromba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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