Quotidiani locali

grado

Giro del mondo nell’auto dei “miracoli”

Rientrati il barone Federico Bianchi e la figlia Carolina. Nel deserto dei Gobi hanno caricato la batteria della Tesla da un palo della luce

GRADO. Il giro del mondo in 80 giorni con un’auto elettrica è stata una vera impresa. Ma all’incredibile mole di difficoltà incontrate lungo il percorso si affianca una soddisfazione altrettanto intensa. Lo racconteranno i protagonisti in una prossima occasione a Grado, quando presenteranno anche il loro libro-diario. L’avventura è iniziata da dove sono partiti alla volta di Barcellona, punto ufficiale di partenza della dozzina di equipaggi di tutto il mondo che hanno partecipato a questa sfida.

Il gradese (qui è nato) Federico Bianchi, pronipote di Leonardo il costruttore delle Ville Bianchi, e sua figlia Carolina avevano in realtà iniziato l’avventura partendo da Vienna dove risiedono da qualche tempo. Il loro giro del mondo, rientrando nella capitale austriaca, è quindi durato appena 69 giorni. Poi sono tornati in Italia con tutta calma per attendere gli altri equipaggi, e hanno raggiunto Barcellona per l’arrivo fissato il 4 settembre.

 

leggi anche:

 

Ieri Federico Bianchi a Grado di passaggio, ha succintamente raccontato agli amici la sua avventura attorno al mondo assieme alla figlia Carolina, a bordo di una Tesla Model S. S’è dimostrata una macchina molto affidabile.

Padre e figlia hanno affermato: «Ce l’abbiamo fatta! Ben 28.479 chilometri percorsi. Esperienze nuove e incredibili, risate, momenti difficili... Ora possiamo senz’altro chiamarli “ricordi”, che ci accompagneranno per il resto della nostra vita».

Ci sono stati momenti molto belli (vedi l'attraversamento dell’America e di tanti altri Paesi come la Russia), ma anche momenti veramente difficili. Quello più arduo è stato l’attraversamento del Kazakistan: strade con buche simili a voragini, che hanno “fatto fuori” un paio di altre vetture del giro. E senza pompe per la ricarica elettrica. Meno male che vi ha provveduto la Tim, uno degli sponsor (gli altri son Ascotrade, Europ Assistance, Think Pink, NRGkick, Remor, ImmagicGroup, DegnFilm, LeStoff), che è riuscita a far portare un allacciamento in una casetta sperduta.

 

 

Arduo anche l’attraversamento del deserto dei Gobi, non tanto per il caldo («c’è stato sempre un pò di vento che ha mitigato la calura; comunque 42°», ha raccontato Federico Bianchi) quanto per il solito problema della ricarica. «Lungo il percorso assieme ai componenti di un altro equipaggio siamo saliti sopra un palo della luce e ci siamo fatti un collegamento volante per ricaricare la batteria. In caso contrario saremo rimasti bloccati».

Ma ci sono stati anche momenti molto belli: «Abbiamo passato tre settimane fantastiche e molto interessanti in Cina», ha ricordato ad esempio Carolina dopo aver spiegato che la targa cinese provvisoria e la patente cinese sono i due documenti essenziali che hanno permesso loro di guidare in quel Paese.

@anboemo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista