Quotidiani locali

trieste

La presidenza del Rossetti all’avvocato 78enne Pacor

La giunta Dipiazza nomina l’ex assessore alla Cultura rimasto fuori dal Consiglio «Facevo teatro nel 1956». Cinquestelle all’attacco: «È un uomo di Camber»

TRIESTE «Avanti Rossetti!». È quasi un grido di guerra quello che l’avvocato Sergio Pacor, 78 anni, consegna al programma 2016 - 2017 del Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia, che firma da presidente. La sua nomina è passata quasi inosservata. Neppure una comunicazione da parte dell’assessore ai teatri, la leghista Serena Tonel. Quasi un banale passaggio di consegne avvenuto durante la conferenza stampa di presentazione della stagione dello scorso 6 settembre. Meglio non farlo sapere troppo in giro. «Torrenti (assessore regionale alla Cultura), salutando il nuovo presidente del Teatro, Sergio Pacor, ha voluto ringraziare l'uscente Milos Budin, presente in sala per un simbolico e teatrale passaggio di consegne» si legge in un lancio di agenzia.

 

leggi anche:

Roberto Bolle

Oltre 50 spettacoli nella nuova stagione del Rossetti

Tredici produzioni proprie del Politeama, nove nuove e quattro ora in tournée nazionale e alcune star di grande richiamo, tra cui Roberto Bolle, Malika Ayane in "Evita" e Luca Zingaretti. Tra i Musica torna "cabaret" e "Rocky Horror Show"

 

Ed è lo stesso Pacor a ricordarlo nel testo pubblicato in premessa del depliant “Liberi di sognare”: «Il cartellone del Rossetti, quest’anno, viene presentato contemporaneamente all’avvicendamento della presidenza del teatro. L’occasione è gradita per ringraziare l’amministrazione Dipiazza per la designazione a presidente di un teatro, che ho frequentato da sempre, dai periodi mitici del Teatro Nuovo di fronte al Dante, a quelli dell’Auditorium con spettacoli indimenticabili dopo i difficili periodi del dopoguerra a Trieste» ricorda.

In realtà a nominarlo presidente è stato il consiglio di amministrazione. Il sindaco si è limitato, si fa per dire, a designare Pacor a fine agosto quale rappresentante del Comune nell’assemblea dei soci dell’Associazione Teatro Stabile del Fvg «in ragione della lunga e approfondita esperienza maturata in qualità di assessore, consigliere e vicesindaco comunale, di consigliere di amministrazione di numerose imprese, società ed enti di rilievo, nonché per le sue esperienze maturate in ambito culturale nel ruolo di assessore alla Cultura e di presidente del Curatorio del Museo d’arte moderna Revoltella». Il sindaco dimentica di citare i ruoli ricoperti da Pacor come presidente del Consiglio comunale di Trieste dal 2006 al 2011 e prima come vicepresidente della Provincia.

Una nomina non proprio all’insegna del nuovo che avanza, insomma, e che attira gli strali M5S. «Nel curriculum del nuovo presidente del Rossetti nominato dal sindaco di Trieste, non troverete scritto che è cugino di Giulio Camber. Ma come, Dipiazza non doveva “decamberizzare” la città? Una scelta sorprendente», commenta su Facebook il capogruppo pentastellato Paolo Menis. In effetti, dopo il ritorno di Piergiorgio Luccarini alla guida della Trieste Trasporti, quella di Pacor è la seconda nomina della giunta pescata nel “vivaio” sempreverde del divo Giulio. Roberto Dipiazza appare sempre più come un “decamberizzatore camberizzato”.

L’avvocato Pacor, che ha fatto parte del collegio di difesa di Franco Basaglia, è un repubblicano di lungo corso convertitosi sulla via di Cavana. Con il suo Club della Repubblica condivide da anni la Cattedra di San Giusto voluta dal vescovo Giampaolo Crepaldi. Due volte “trombato” alle ultime elezioni e due volte premiato. Nel 2011 prende 170 preferenze nelle liste del Pdl e nel 2016 105 voti con Forza Italia (il cugino Piero Camber viene invece eletto). Nel 2011, rimasto orfano dal Consiglio comunale, viene riconfermato presidente del curatorio del Revoltella nonostante la maggioranza di centrosinistra. Dei suoi 10 anni ai vertici del curatorio baronale si ricorda una riforma annunciata e mai realizzata e una mostra della sua collezione privata al Revoltella nel 2011. Del resto Sergio Pacor è uomo d’arte, prima ancora che collezionista, e responsabile della sezione arti visive dell’”imbalsamato” Circolo della Cultura e delle Arti.

Le sue competenze teatrali restano un mistero. «Il Rossetti richiama alla memoria anni giovanili in cui ne “ho calcato le scene” come caposcuola del Petrarca nelle sfide eroiche del Campanello d’oro (1956) del mitico Ugo Amodeo, di Maria Pia Bellizzi e Italo Maiola, con il Carli di Lucio Saetti e le altre scuole superiori di Trieste “co’ ierimo putei”», scrive Pacor. Siamo fermi a 60 anni fa. Sull’attualità meglio restare vaghi: «Stagione, quella prossima del Rossetti, che presenta spettacoli che colgono sensibilità diverse ed orientate a rispondere, a gusti di un pubblico preparato che consenta al teatro presenze numerose e qualificate». Avanti Rossetti!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista