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Trieste, il colosso Q8 mette gli occhi sul porto

Il gruppo del Kuwait ha chiesto una concessione di 10 anni per potenziare il terminal e distribuire carburanti in tutto il Fvg

TRIESTE Attraverso il porto di Trieste il Kuwait intende rafforzare l’approvvigionamento dei distributori di carburante di Friuli Venezia Giulia e Veneto. Nello scalo triestino che sta complessivamente vivendo una buona stagione di crescita si rafforza così anche il porto petroli.

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La Kri spa ha infatti presentato un progetto di potenziamento, ammodernamento e razionalizzazione dei propri impianti nell’area dell’ex raffineria Aquila, chiedendo di conseguenza all’Autorità portuale una concessione di dieci anni in sostituzione di quella attuale che, rilasciata il 27 gennaio 2014, scadrebbe già il 31 dicembre 2017.

Lo scopo è «mantenere il deposito costiero di oli minerali», facendo crescere «i volumi movimentati». La Kri è l’ex Shell Italia, acquisita nel giugno 2014 dalla Kuwait petroleum Italia spa del Gruppo Q8 che a distanza di trent’anni dal suo sbarco in Italia divenne così il secondo operatore del mercato petrolifero italiano dopo l’Eni. La rete punti vendita Q8 passò da 2.700 a 3.500 stazioni di servizio.

Il deposito triestino è costituito da un pontile dedicato allo scarico dalle navi dove arrivano piccole navi cisterna fino a 30mila tonnellate che portano benzina e gasolio per autotrazione, da un parco serbatoi nelle zona delle Noghere dove vengono stoccate queste due categorie di prodotti petroliferi oltre che da un parco serbatoi nella zona Darsena per lo stoccaggio di prodotti petroliferi di categoria C (paraffine, eccetera).

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Attraverso tubazioni fisse i prodotti scaricati dalle navi vengono introdotti nei serbatoi di stoccaggio e da questi vengono trasferiti, sempre attraverso tubazioni fisse, alla stazione di pompaggio delle due piccole pipeline che con un percorso di 60 chilometri arrivano fino a Visco, in provincia di Udine. Da qui, tramite autobotti, il carburante viene portato alle stazioni di servizio.

Il terminal di Trieste è ritenuto strategico dalla capogruppo kuwaitiana per servire questa zona dell’Italia così come il piccolo oleodotto che raggiunge Visco e che già nel 1980 cominciò a essere usato dall’ex raffineria Aquila che però soltanto cinque anni più tardi sospese la propria attività. Non saranno solo le stazioni di servizio Q8 a essere servite per questa via, ma tramite accordi tra società, anche quelle di alcune altre compagnie.

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Il segretario generale dell’Autorità portuale Mario Sommariva si dimostra particolarmente soddisfatto del progetto di Kri ribadendo che «in un prossimo futuro è previsto l’allaccio anche alla rete ferroviaria di quell’area dove l’insediamento di punta dovrebbe essere il terminal traghetti della Teseco», società dalla quale però ammette di non aver ricevuto notizie recenti.

Il porto petroli di Trieste è il primo del Mediterraneo e la sua punta di diamante è costituita dal terminal della Siot dell’oleodotto transalpino dove arriva il greggio per Austria, Germania e Repubblica Ceca. Il terzo terminalista è la Depositi costieri Trieste, meno di un anno fa acquisita nella sua totalità dalla famiglia Napp, storica proprietaria di Giuliana Bunkeraggi. La Depositi costieri tratta perlopiù oli combustibili, oltre a olio di palma per la centrale elettrica di Gorizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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