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Crescono pomodori extralarge negli ex orti delle Orsoline

I primi a rimanere stupiti i coltivatori, i componenti dell’Associazione Grass per questi abnormi ortaggi venuti alla luce a Montesanto. Pesano anche un chilo

GORIZIA I girasoli giganti alti più di 4 metri e le enormi zucche da 40 chilogrammi di Fogliano Redipuglia? Gorizia non poteva rimanere “insensibile”, doveva rispondere, doveva controbattere in qualche maniera.

Ed ecco, prontamente, la risposta: i pomodori extra-large (il più grande pesa un chilogrammo) prodotti dagli orti sociali di Montesanto. A portare alla luce questa storia il “Foglio goriziano”, il giornale online.

 

 

Succede che in via Palladio la terra abbia riservato una grossa (è proprio il caso di dirlo) sorpresa. Si tratta - spiegano i componenti dell’associazione Grass - di pomodori già grandi di per sè (si chiamano Cuore di bue) ma le dimensioni degli ortaggi “made in Gorizia”, comunque, hanno una grandezza eccezionale. Il più piccolo arriva attorno ai 400 grammi ma ci sono quelli più grandi che raggiungono il chilogrammo. Increduli i coltivatori. Non se l’aspettavano di vedere ortaggi così grandi.

 

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Gli orti sociali sorgono nel terreno dove doveva essere costruita la “Cittadella degli anziani” a cura dell’Ater che prevedeva anche ambulatori, sala sauna, spazi per incontrarsi e condividere il tempo libero. L’ex Iacp, acquistò dalle Orsoline (ma la cifra rimase sempre riservata) ampi appezzamenti di terreno proprio per concretizzare l’ambiziosa opera. Alla fine, però, i soldi statali non arrivarono mai. E, oggi, come viene riutilizzata quell’area? Ospita, appunto, gli... orti sociali. Sono divisi in venticinque piccoli appezzamenti, ognuno dei quali viene gestito in maniera autonoma ma c’è anche un ventiseimo orto che viene coltivato in modo “collettivo”. Ed è proprio lì che sono nati i pomodori giganti.

Leggermente diversa la storia di Fogliano Redipuglia. Dal 2010, a casa Giacovaz, nascono piante insolitamente grandi. È un fenomeno che “Il Piccolo” ha raccontato anche quest’anno, documentando il tutto con foto e video presenti sul sito internet, facendo anche una scoperta che scatenò la curiosità e l’attenzione della stampa nazionale. Via Sant'Elia a Fogliano dove i Giacovaz vivono in una casetta a due piani, infatti, confina con l’omonimo colle che ha ospitato, fino al 1936, il Cimitero degli Invitti della Terza Armata.

Quando i Giacovaz si trasferirono qui e dovettero ristrutturare la casa fin nelle fondamenta si ritrovarono a gestire qualche resto dell’ospedale militare che, durante la prima guerra mondiale, era collocato proprio in questi terreni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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