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Trieste, grandi centri in affanno. Il Giulia verso la vendita

Importante gruppo italiano interessato alla storica struttura triestina. Confcommercio: «Da sempre contrari all’estensione delle metrature»

TRIESTE I centri commerciali di Trieste soffrono, sono in seria difficoltà. Mentre i consumatori stanno riscoprendo lo shopping in centro. I segnali di questo fenomeno sono diversi ma il più evidente si traduce senza alcun dubbio nelle decine di fori commerciali vuoti, sfitti alle Torri d’Europa, a Il Giulia e al Freetime. Con marchi importanti che abbandonano quei grandi contenitori puntando invece a consistenti investimenti nel cuore urbano di Trieste.

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Lo sbarco in città negli ultimi anni di colossi come Zara, H&M, Stradivarius o Desigual senza contare il futuro investimento del gruppo Ambercrombie & Fitch attraverso il marchio Hollister, hanno pian piano riacceso i riflettori sul centro.

Anche la crescita esponenziale di pubblici esercizi ha rianimato la città rendendo anche più piacevole il giretto in centro alla ricerca di questo o quel prodotto. Grazie pure alle pedonalizzazioni, Trieste sta assistendo ad una riscoperta della dimensione urbana e i centri commerciali hanno perso attrattiva.

C'è poi da scommettere che l’apertura di Eataly rafforzerà questo processo portando il consumatore a preferire sempre di più il cuore cittadino al più periferico mega store.

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«La contrarietà espressa più volte da Confcommercio sull’aumento delle metrature da destinare ai centri commerciali o ai grandi monomarca aveva una sua fondatezza», sottolinea vicepresidente provinciale di Confcommercio e titolare di uno degli storici esercizi commerciali del centro città Franco Rigutti.

«I segnali che registriamo sono importanti - spiega - ci sono grandi imprese che guardano a Trieste con particolare interesse. Investimenti di peso come quello che Allianz e Hilton si apprestano a fare in piazza della Repubblica o quelli di altri imprenditori che stanno investendo sulla ricezione fanno capire che su questa città si sono accesi dei riflettori».

Secondo il vicepresidente di Confcommercio «bisogna andare avanti in questa direzione mirando ad un ulteriore allargamento delle aree pedonali». I centri commerciali però non stanno a guardare. E anche di fronte alle levate d’ancora di importanti marchi, alle presenze che calano e i segnali non proprio incoraggianti, rispondono con ottimismo.

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Per Il Giulia la speranza è quella che una trattativa in essere con un importante gruppo italiano vada in porto. L’affare è quasi fatto e prevede il passaggio di proprietà dell’intero centro commerciale oggi in mano a tre imprenditori milanesi. Per alcuni dei commercianti che operano all'interno della struttura, quella potrebbe essere l’unica possibilità per un vero rilancio del centro. Tutti sono al corrente della trattativa.

Oggi in quel centro commerciale costruito nel 1991 si contano 11 fori commerciali sfitti. Da poco ha abbassato le serrande anche Gamestop. Sono vuoti ad esempio gli spazi che un tempo ospitavano il negozio per bambini Il Cubo, la libreria Luglio, Robe di Kappa, Pizza New, McDonald's o ancora il negozio che vendeva tutto ad un euro.

«Considero queste chiusure come un fisiologico turnover - sostiene il direttore de Il Giulia, Daniele Gavina - la gente punta di più su acquisti mirati e i centri commerciali di questo ne risentono».

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Intanto si è provveduto ad apportare degli interventi di manutenzione per ridare smalto alla struttura. Sono stati cambiati i corpi luminosi da incandescenti a led per migliorare la luminosità ma anche in un'ottica di maggior sensibilità al risparmio energetico e alla natura.

Si provvederà alla lucidatura a piombo dei pavimenti in marmo e alla ritinteggiatura di alcune parti esterne del centro commerciale. Ad attrarre più clienti restano Pam, Euronics, Oviesse, Arcaplanet, Pittarello e Spotler. «Stiamo lavorando con i negozi con le superfici più ampie per rivedere il layout, per ridisegnare certi spazi», illustra il direttore.

«Sono in corso importanti trattative per far aprire una profumeria, un negozio di casalinghi, una toelettatura per animali mentre proseguono - assicura - le contrattazioni per riportare a Il Giulia un pubblico esercizio dedito alla ristorazione: stiamo valutando la possibilità di portare negli spazi un tempo occupati da McDonald's un’hamburgheria o un locale che propone pesce».

I problemi legati alla vicinanza con il Sert sono stati in parte ridimensionati grazie ad un proficuo rapporto tra la direzione e le forze dell’ordine e ad un implemento del servizio interno di vigilanza.

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