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Offensiva antimovida: stop ai raduni in strada dopo le 3

L’assessore Giorgi anticipa i principali contenuti del nuovo regolamento al quale sta lavorando «In caso di superamento dei decibel fissati scatterà la “piombatura” degli impianti audio»

TRIESTE Multe più alte per i trasgressori, limitazioni agli impianti audio per chi sgarra e divieto di stazionare davanti ai locali, dopo le 3 di notte, seduti ai tavoli dei bar. In altri termini, addio bicchiere della “staffa”. E niente più bottiglie di vetro. L'assessore al Commercio Lorenzo Giorgi, alle prese con la non facile battaglia tra chi reclama divertimento e chi si batte per il sacrosanto diritto al riposo, sta lavorando a un nuovo regolamento sulla movida triestina. Un fronte apertissimo che, dal centro cittadino, si è appena spostato nelle aule di tribunale con le denunce dei residenti di via Torino.

 

Via Torino gremita di gente (Lasorte)
Via Torino gremita di gente (Lasorte)

 

Il regolamento su cui la giunta Dipiazza intende metter mano è una delibera del 28 maggio 2015. “Convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago nelle aree private, pubbliche e demaniali”, questo il titolo. Perché proprio di convivenza si tratta. In questi giorni Giorgi sta incontrando comitati di cittadini, categorie economiche e singoli esercenti con l'intenzione di preparare tutto entro fine anno, in tempo utile per entrare a regime la prossima stagione estiva. «Non sarà un regolamento anti-movida - precisa l'assessore - ma un intervento anti-maleducati».

 

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Perizie fonometriche e incentivi Sono due dei punti che l'assessore al Commercio punta a varare. Gli esercizi pubblici che la mattina servono caffè e brioche, ma che la sera intrattengono i clienti con musica o dj, saranno sottoposti a perizie fonometriche così come avviene per le discoteche. Se ne occuperà la Polizia locale. Un modo per contrastare l'inquinamento acustico dei locali dopo le 23, o l'una nei weekend. Il decreto 215 del 99, ricorda l'assessore, autorizza 95 decibel davanti alle casse e 80 a 5 metri dagli impianti. Se ciò vale per l'interno, come ci si comporta all'esterno? Il limite è “l'udibilità”, troppo vago e di difficile interpretazione secondo Giorgi. Ecco perché, anche in strada, sarà fissato un tetto che potrebbe aggirarsi attorno ai 50 decibel. Il Comune potrebbe sostenere, con incentivi, gli impianti di insonorizzazione.

Piombature e multe In caso di superamento dei decibel fissati, scatterà la “piombatura” degli impianti audio. «Blocchiamo le rotelline dei volumi, soprattutto quelle dei bassi - spiega Giorgi - In questo modo i decibel restano a freno anche quando c'è un dj particolarmente scatenato». La giunta Dipiazza rivedrà pure le sanzioni da comminare ai trasgressori. Niente chiusura del locale per chi sfora la prima volta, come avviene ora, ma “solo” multe attorno ai 500 euro. Somma destinata ad alzarsi proporzionalmente, raddoppiando alla seconda violazione e triplicando alla terza. Il fermo dell'attività potrebbe arrivare dal Comune, secondo le ipotesi allo studio, a partire proprio dal terzo sforamento.

 

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Stop ai tavolini Gli esercenti non potranno più servire i clienti all'esterno dei locali a partire dalle 3 di notte. «Si pensa a un divieto dei dehors - precisa l'assessore - da quell'ora. In pratica, non sarà possibile stare all’esterno con i bicchieri in mano a chiacchierare. Questa non è movida, ovviamente, ma anche chi continua a ridere e a scherzare a notte fonda, può dar fastidio ai residenti che dormono nelle case intorno. Dopo le tre si possono semplicemente togliere sedie e tavoli. Per fare tutto ciò serve la collaborazione degli esercenti».

Niente bottiglie Il limite orario non è stato ancora fissato. Quel che si sa è che a partire da una certa ora non sarà permesso girare in città con bottiglie di vetro. Già adesso da mezzanotte alle 5 non è concesso distribuire bevande con contenitori di vetro per asporto. «Il problema - commenta Giorgi - è chi si aggira con bottiglie. Le abbandonano per strada o, come mi è capitato di vedere, le lanciano per terra o sui muri. Pensiamo a tutti quei ragazzini che comprano la roba nei supermercati e si sbronzano»." Un passaggio del regolamento, questo, che sarà concordato con il vicesindaco Pierpaolo Roberti, assessore alla Sicurezza. «L'intenzione - ripete l'assessore al Commercio - è far convivere il diritto al divertimento col diritto al riposo. Il problema non è la movida, ma l'educazione. Rispetto al 90% degli esercizi pubblici che si comporta con correttezza, esiste un 10% che non lo fa».

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