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Trieste, in dirittura il decreto sui punti franchi

La bozza è pronta. All’Authority ampi poteri di gestione e autorizzazione degli investimenti. La firma attesa a luglio

TRIESTE Il decreto sulla gestione dei punti franchi, che apre nuove prospettive per l’intero scalo, e non solo, è in dirittura d’arrivo. Per ora si tratta di una bozza, elaborata dallo Studio Zunarelli per conto del ministero per le Infrastrutture e i trasporti, alla cui stesura ha collaborato l’Authority, che ha coordinato le posizioni di diversi attori, fra cui le Dogane e il Coordinamento dei lavoratori portuali.

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Il testo è arrivato da alcuni giorni sui tavoli delle parti. Una volta che ciascuna avrà apportato eventuali osservazioni, e rispedito il testo al dicastero, il provvedimento sarà pronto per la firma del ministro Delrio.

«Queste norme - osserva il segretario generale dell’Authority, Mario Sommariva - sono collegate al decreto legislativo che definirà le autorità portuali di sistema. L’auspicio è che la firma del ministro sia posta entro metà luglio».

La nuova normativa sulla gestione e la regolamentazione dei punti franchi si applicherà alle aree del Porto nuovo e ai punti franchi creati di recente con lo spostamento di parte del punto franco vecchio a Fernetti, Prosecco, al Canale navigabile, alle Noghere e all’area Teseco.

In proposito Sommariva sottolinea che il decreto, dando al presidente dell’Authority i poteri di direttore del porto franco (previsto dall’Allegato VIII del Trattato di pace, ndr), «va oltre la legge 84/94 e regolamenta la gestione in punto franco delle aree retroportuali».

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Numerosi e articolati i poteri attribuiti all’Autorità portuale, a cominciare dall’autorizzazione alla manipolazione delle merci e alla produzione di beni e servizi, anche a carattere industriale. «È la strategia che portiamo avanti da un anno - commenta Sommariva -. Stiamo lavorando intensamente per attrarre investitori internazionali. È una nuova visione del porto franco come collettore di investimenti che si integrano con i traffici».

Il segretario generale conferma che l’interesse c’è, ma non va oltre. Una prova tangibile la si è avuta martedì scorso, con l’incontro tra i responsabili di Amazon, colosso mondiale delle vendite on-line, la presidente della Regione Serracchiani, il sindaco Cosolini e i rappresentanti dell’Authority, in cui si sono approfondite anche le opportunità offerte dal porto franco. Sempre in questa ottica, negli ambienti poportuali si parla dell’interesse di una multinazionale Usa dell’informatica a insediare una struttura per l’assemblaggio di componentistica.

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La bozza del decreto è stata ieri al centro di un incontro nella sede del Cral dell’Authority, organizzato dal Coordinamento dei lavoratori portuali (Clpt-Usb). «Siamo nati per far rispettare l’Allegato VIII - ha rimarcato il segretario Stefano Puzzer -. Dopo lo sciopero dell’agosto 2015, l’Autorità portuale, che ringraziamo, ha rispettato l’impegno di creare una commissione di studio sull’Allegato VIII, alla quale ha preso parte il nostro legale Nicola Sponza (candidato sindaco con la lista Uniti per Trieste, ndr). Il primo risultato è questa bozza del decreto attuativo del regime di porto franco».

«Si aprono grandi potenzialità per il porto - ha rilevato a sua volta Sponza -. L’Authorithy avrà la piena potestà sul porto franco, autorizzando e gestendo gli investimenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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