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La Provincia estinta “assalta” il Comune di Trieste

Gli “orfani” di Palazzo Galatti rispuntano nelle liste per il Municipio. A guidare la riscossa la presidente Bassa Poropat

Gli “orfani della Provincia di Trieste” si sono messi in Comune. La fine di Palazzo Galatti non ha comportato l’estinzione delle classe politica. Del resto non era automatico. E così molti sono rispuntati carsicamente nelle liste comunali (alcuni anche in formazioni diverse da quelle di origine).

È il caso della presidentissima Maria Teresa Bassa Poropat, classe 1946, che guida la lista civica “Insieme per Trieste” che sostiene Cosolini sindaco. «Naturale, concreta, vincente» si definisce la “cittadina” Maria Teresa. La sua carriera politica inizia vent’anni fa come esponente della società civile, docente di psicologia, prestata alla politica. Dal 1996 al 2001 è stata assessore all’Educazione, Condizione giovanile e Pari opportunità del Comune di Trieste nella prima giunta di Riccardo Illy. Nel 2003 è entrata in Consiglio regionale nella lista civica “Cittadini per il presidente”. Eletta a sorpresa presidente della Provincia di Trieste nel 2006 è stata riconfermata per il secondo mandato nel maggio 2011. Nella nuova avventura di “Insieme per Trieste” è stata coinvolta anche la geometra Elisabetta Sormani, capogruppo della Lista Bassa Poropat e già consigliere comunale a San Dorligo della Valle.

Nella lista del Partito democratico ha trovato asilo, come rappresentante dell’Unione slovena (Slovenska Skupnost), Maurizio Vidali, classe 1967, presidente operaio (lavora alla Cartiere Burgo) del Consiglio provinciale che vive a Repen (Monrupino), dove è stato consigliere comunale. Nella lista di Sel in liquidazione, che sostiene Cosolini, hanno trovato riparo i consiglieri provinciali Sabrina Morena (capogruppo e coordinatrice provinciale del partito) e Marcello Bergamini. Un’Altra Trieste Popolare, che candida sindaco Alessia Rosolen, ha ripescato il giovane Andrea Sinico entrato in Provincia nel marzo 2013 al posto di Francesco Cervesi. La Lista Dipiazza rilancia la coppia provinciale Giorgio Rossi e Stefano Martucci (che stavolta rappresenta anche il movimento Fare del sindaco di Verona Flavio Tosi). La Lega Nord recupera Paolo Polidori, “padano” della prima ora e fissato più degli indipendentisti con l’Allegato VIII del Trattato di pace. Non si può parlare di ripescaggio nel caso Roberto de Gioia presente alle comunali nella lista Verdi-Psi: nel 2011 era stato eletto con il Carroccio sia in Provincia che in Comune. Per lui solo un cambio di casacca (l’ennesimo nel suo caso).

E il Pd? Dei “provinciali” richiama in servizio solo Salvatore Dore arrivato a Palazzo Galatti solo a fine 2014 al posto Di Sandy Klun. Lasciano Štefan ‹ok (ex segretario provinciale del Pd), Matteo Puppi e Maria Monteleone (vicepresidente del Consiglio provinciale). Un caso a parte è quello Luca Salvati. Il consigliere provinciale del Pd, che alla primarie si era schierato con Francesco Russo, è stato retrocesso alle circoscrizioni. «Dopo l’inattesa esclusione dalla lista del Pd per il Comune di Trieste, riparto con umiltà dalla sesta Circoscrizione, da dove ho iniziato il mio percorso politico» scrive sul suo profilo Facebook. Salvati chi può. In politica non capita spesso di dover ripassare dal via come nel Monopoli. Salvati chi può.

Non ci sono i rappresentati del defunto Pdl (come gli ex assessori di Duino Aurisina Massimo Romita, Daniela Pallotta e i muggesani vintage Claudio Grizon e Viviana Carboni). Non c’è neppure l’ex sindaco di Duino Giorgio Ret

che aspetta e spera da tempo di entrare in Regione al posto di Roberto Dipiazza (se quest’ultimo riuscirà a diventare sindaco per la terza volta). A Muggia, invece, ritroviamo l’assessore Roberta Tarlao, candidato sindaco per la Meio Muja. Sempre “mejo de niente”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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