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Spiragli per lo scavo del canale Est-Ovest forse salva la stagione

L’Arpa ha effettuato i prelievi necessari e ora deve procedere alle analisi chimiche dei fanghi. Un progetto molto complesso

L’Arpa ha fatto i prelievi di fanghi del fondale, ora si passa alle analisi per validare i dati già presentati dal Consorzio industriale. Spiraglio importante per il dragaggio del Canale Est-Ovest e in particolare per il tratto di mare a forte rischio di insabbiamento e di incaglio per le imbarcazioni davanti al Villaggio del pescatore. Se tutto procede come si spera i lavori di scavo potrebbero iniziare a breve e forse si riesce a salvare la stagione diportistica e soprattutto il lavoro di marina, cantieri e società nautiche che si trovano sulle sponde, dall’ingresso del Canale, poco dopo Duino al cuore del Lisert.

È una corsa contro il tempo quella dei lavori di manutenzione che devono partire prima che entri nel vivo la stagione diportistica, soprattutto per le barche a vela che pescano di più e che sono ormeggiate o entrano per lavori di manutenzione nel canale Est Ovest che porta al Lisert. Quando c’è la bassa c’è il grave rischio di incaglio per le imbarcazioni, il punto più critico è quello del Villaggio del Pescatore, all’esterno dell’imboccatura che porta alla Polisportiva San Marco. Le barche incagliate diventano un pericolo per chi è a bordo, per chi passa e si trasformano in un “tappo” sul canale per tutte le realtà del polo nautico.

Le manutenzioni si susseguono, anno dopo anno per gli insabbiamenti del canale soprattutto dopo maltempo e mareggiate invernali. Ma ora c’è un progetto nuovo, portato avanti dal Consorzio che ogni anno draga con le risorse messe a disposizione della Regione. Come barriera per evitare futuri insabbiamenti, dopo approfonditi studi e valutazioni, dovranno essere sistemati sul fondale speciali “salsicciotti” in geo-tessuto, che impediranno ai fanghi di intasare il canale dragato. Un “progetto complesso e articolato” aveva affermato qualche settimana fa la stessa Arpa che aveva spiegato il perchè dei ritardi della validazione necessaria a far partire i lavori. Il problema sta nei fanghi dragati per i quali esistono diverse modalità di smaltimento. Una quota infatti sarà movimentata, una parte sarà preziosa per il “ripascimento” delle spiagge. Un’altra parte ancora, ed ecco la novità, sarà utilizzata per riempire i salsicciotti di geo-tessuto, per rafforzare margini erosi o per innalzare barriere sul fondale per limitare futuri insabbiamenti.

Il piano di caratterizzazione dei fanghi, ha fatto sapere l’Arpa, deve tener conto delle diverse destinazioni dei fanghi, e da quanto si è saputo sono da concludere un numero davvero imponente di analisi chimiche dei sedimenti. Lo stesso Consorzio, sapendo della complessità delle procedute autorizzative, si era mosso già lo scorso anno (a novembre 2015) per anticipare i tempi ultimando tutte le indagini necessarie dei fanghi da dragare (dalle batimetrie alle analisi chimiche, fino alla mappatura del fondale, delle specie fanerogame e gli studi sedimentologico e correntometrico». Indagini costate circa 25 mila euro. Poco dopo è arrivato il via libera della Regione che ha stanziato per l’opera (il 30 marzo) circa 340mila euro.

Purtroppo, a causa anche di un decreto arrivato proprio in queste settimane che ha portato alcune modifiche alle procedure dei dragaggi, l’Arpa ha dovuto bloccarsi e attendere. Uno stop che ha messo a rischio la partenza dei lavori prima dell’estate e che ha scatenato l’allarme di tutte

le società nautiche, marina, cantieri e imprese che, capeggiate dal marina Lepanto hanno mandato una lettera per sbloccare la situazione. Ora l’Arpa ha fatto i prelievi, seguiranno le analisi e c’è uno spiraglio per l’avvio dei lavori nelle prossime settimane.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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