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La Lista Dipiazza ricomincia da tre

In corsa rappresentanti di Italia Unica, Rivolta l’Italia e Idea identità e azione. Capolista Giorgio Rossi. Grilli numero due

La Lista Dipiazza è unica. Inclusiva. Inimitabile. Unica come l’Italia di Corrado Passera. In lista c’è infatti Fulvio Serbo, coordinatore provinciale di Italia Unica. L’inclusività è garantita invece dalla presenza del presidente di circoscrizione Francesco Bettio (Rivolta l’Italia di Giuseppe Moles) e del tributarista Roberto Cason (Idea identità e Azione di Gaetano Quagliariello). La “purezza civica”, rivendicata a Roberto Dipiazza e sbandierata da Giorgio Rossi (capolista), non è mai esistita. «Ho detto di no al presidente Berlusconi sulla fusione tra Forza Italia e Lista Dipiazza, figurarsi se vado a fare una fusione con gli altri», aveva assicurato Dipiazza (senza giurare e spergiurare, ndr) per giustificare l’esclusione di Un’Altra Trieste e Trieste Popolare. Il “no” detto a Silvio evidentemente non vale per Passera, Quagliariello e Moles.

La Lista Dipiazza, presentata ieri all’Hotel Savoia assieme alle altre sei liste alleate, non è neppure parente di quella del 2011. Si registra il ritorno a casa del figliol prodigo Carlo Grilli, dopo qualche anno passato nelle file dell’Udc. Il consigliere comunale ed ex assessore è il secondo della lista (nel 2011 conquistò 243 preferenze, dietro solo a Dipiazza, 1730). Non c’è pero il poliziotto Alfredo Cannataro (143 preferenze), che ha abbandonato la lista dopo essere entrato in Comune al posto del leader. Spariti nel nulla candidati come Tito Rocco, Francesco La Bella, Fulvio Medizza. Gianfranco Trebbi. Sopravvive, invece, Stefano Martucci (6 preferenze), consigliere provinciale. Tra le pochissime conferme ci sono quelle di Ljubica (Violetta) Mihailovic (16 preferenze nel 2011) e Annamaria Scabar (2 preferenze). In lista anche una vecchia conoscenza della destra, il luogotenente dell’esercito Vincenzo Resigno (un recente passato con Fli di Roberto Menia). Un rinnovamento quasi totale per una lista civica che non ha fatto politica per 4 anni e che è rispuntata dal nulla nel gennaio 2015. Tra i volti nuovi ci sono quelli di Federica Degli Ivanissevich (responsabile comunicazione Insiel), la studentessa Michela Bosio (nominata sul campo miss Lista Dipiazza da Rossi), la consulente legale Mara Armani, l’ex vigile Pierpaolo Vouk e l’attore tassista Raffaele Sincovich. Non ha trovato posto, invece, Marcelo Medau, promotore della petizione per la riapertura di via Mazzini. Eppure gli era stato promesso.

A tutti i 40 candidati è stato consegnato un libretto verde stampato nel 2006 dal Comune con tuttee le opere realizzate nel primo mandato da Dipiazza in coppia con l’assessore Rossi (“Cinque anni di lavori per una città che cambia»). Una prima edizione che stranamente non è andata al macero e che Dipiazza ha conservato gelosamente. Più che la presentazione della lista, una convention all’americana condotta in piedi da Rossi con tanto di cartelli azzurri a sostegno Dipiazza (con incluso errore ortografico). Fantastico l’intervento di Luigi Ferone dei Pensionati, annunciato come un mito dal capolista Rossi. «Grazie a tutti. Buonasera», è stato tutto il suo discorso. Rossi, invece, ha parlato di macchina comunale ferma come un treno in stazione: «Noi vogliamo che riparta come un direttissimo», annuncia. Deve essere da tanto che non prende un treno: i direttissimi non esistono più dal 1974. Va come un treno, invece, Dipiazza sul palco dell’Excelsior. Un copione che è ormai sempre lo stesso con qualche divagazione per gli ospiti in sala. Ci sono l’ex goventarore Renzo Tondo e il consigliere regionale Walter Santorossa. All’ex sindaco di Duino Giorgio Ret ricorda i trascorsi comuni da playboy. «Solo che lui ha smesso, mentre io ho continuato». Non ha invece digerito le accuse di assenteismo arrivate per il lavoro svolto da consigliere regionale, attestate dalle statistiche d’aula. «Quando c’è un problema, non sto a fare interrogazioni o mozioni, vado direttamente dall’assessore», si giustifica Dipiazza sventolando la sua fedina penale pulita dopo 15 anni da sindaco: «Roba da medaglia d’oro». È fatto così. «Capisco che

tutti mi attacchino. Sono la lepre di questa campagna elettorale», aggiunge. Detto da un cacciatore suona un po’ strano. C’è il rischio di farsi “impallinare”. Ma lui è convinto e dà appuntamento a tutti al 19 giugno. Come se il ballottaggio fosse già scontato.

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