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Franco Bandelli censura il «silenzio» di Roberto Dipiazza

Il leader di Un’Altra Trieste: «Faccia sintesi verso le elezioni e convochi la coalizione. Basta teatrini, si perde un’occasione»

TRIESTE «Non possiamo più accettare il silenzio di Roberto Dipiazza». Un’Altra Trieste dice basta e, per voce del suo presidente e capogruppo in Consiglio comunale Franco Bandelli, prova a scuotere l’ex sindaco e candidato al mandato numero tre a palazzo Cheba per quella che dovrebbe essere la coalizione di centrodestra. Ma fra ufficializzazioni romane e frenate triestine, tutte in salsa forzista, il cerchio non si è ancora chiuso del tutto. E allora il movimento bandelliano, il primo a battersi per il Dipiazza-ter assieme ai consiglieri di Trieste popolare Roberto Antonione e Paolo Rovis mettendo da parte i risentimenti più personali che politici degli ultimi anni, punta il dito in direzione del prescelto, giudicato eccessivamente “temporeggiatore”.

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E gli chiede di uscire allo scoperto: «Se vuole essere il leader di una coalizione vincente deve saper aggregare, rispondere, confrontarsi. Non su tavoli separati - prosegue Bandelli - ma avendo la capacità di riunire tutti gli attori attorno a un programma». Un’Altra Trieste si domanda perché il tavolo comune auspicato «non sia stato ancora fatto» e non nasconde di provare «disagio per tanti motivi». Precisamente: «Ci stiamo rendendo conto che il nostro obiettivo è tutt’altro che condiviso e non vogliamo né possiamo permetterci di essere comprimari in questo triste teatrino». Posto che, sottolinea Bandelli, sul fronte del centrosinistra si è aperta una guerra nel Pd (Cosolini-Russo) che per il centrodestra è un’«opportunità» che «non può permettersi il lusso di sprecare».

Il «disagio» di Un’Altra Trieste non è innescato dalle strategie locali «di Forza Italia» e nemmeno dalle «riunioni mai risolutive di altri», leggasi Lega Nord e Fratelli d’Italia, come qualcuno avrebbe potuto ipotizzare. La strenua resistenza della costola triestina forzista, incarnata in prima linea dalla coordinatrice regionale Sandra Savino e delineata nelle segrete (fino a un certo punto) stanze dall’ex senatore Giulio Camber, stavolta pare proprio non c’entrare.

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C’entra invece, eccome, il “decamberizzatore” pentito, poi in tempi molto più recenti anche alfaniano pentito: «La cosa che non possiamo più accettare è il silenzio di Roberto Dipiazza. Non può non sapere un candidato sindaco per la quarta volta (dopo la prima a Muggia e le due, datate 2001 e 2006, a Trieste, ndr), che senza confronto preventivo - incalza Bandelli - non si può giungere a un programma comune da far sottoscrivere a tutti i partiti. Fino a quando Dipiazza non deciderà di fare sul serio, mettendosi al centro dell’iniziativa politica e non dei legittimi giochi di partito, continuerà a sacrificare l’interesse dei cittadini e della città. Dimostri di saper fare sintesi e di sapersi confrontare lealmente, a viso aperto, con tutti coloro che lo vogliono sostenere: convochi tutti contemporaneamente e detti la rotta. Altrimenti - chiude l’ex assessore, per tre anni nella giunta del Dipiazza-bis prima della grande frattura del 2009 (e successiva pace cinque anni più tardi) - sarà, ora che si deve candidare e una volta diventato sindaco, ostaggio dei condizionamenti e dei condizionanti di turno».

Mercoledì Dipiazza e Savino voleranno a Roma per incontrare nuovamente Silvio Berlusconi e, in teoria, mettere la parola fine ai tentennamenti di Fi, peraltro tutti triestini se si considera che da Roma l’investitura di Altero Matteoli per il “triestino di Aiello” è arrivata da qualche giorno. In città, a Un’Altra Trieste si accoda Trieste popolare: «La condivisione di tutte le forze del centrodestra sul candidato Dipiazza - ragiona Paolo Rovis, a sua volta ex assessore comunale fra 2006 e 2011 -, non ancora raggiunta, è un punto di partenza. Non di arrivo. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma alcuni non stanno dimostrando grande volontà di unirsi su Dipiazza. Cosa che - conclude l’ex pidiellino - va fatta al più presto. A guidare il gruppo deve essere il candidato sindaco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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