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Austria, blindato anche il valico di Tarvisio FOTO

Vienna annuncia nuove misure in primavera: «Da valutare la costruzione di barriere». Slovenia, scatta l’effetto-domino

TRIESTE. È passato il tempo in cui gli austriaci andavano incontro ai migranti con le proprie automobili per offrire loro un passaggio. L’Austria oramai non ne può più, a fronte di oltre 90mila richieste di asilo e di oltre 700mila passaggi sul proprio territorio. E il governo ha preso le contromisure di fronte a un fenomeno che sembra inarrestabile, a fronte del quale non vi è stata alcuna risposta comune europea, e che si prevede possa ritrovare rinnovato vigore nella prossima primavera, senza dimenticare i 50mila profughi che sono scappati in queste ore dalla battaglia di Aleppo in Siria.

E così Vienna annuncia che saranno svolti controlli per limitare il flusso dei migranti sui valichi con l'Italia di Brennero, Resia e - per la prima volta - Tarvisio. Sono, complessivamente 12 i valichi sul confine meridionale che saranno presidiati, quindi anche al limes con la Slovenia. L'intervento di controllo dell'Austria ai valichi con l'Italia - è stato spiegato - prevede più ordini d'azione.

Si tratta del presidio classico delle frontiere, con punti di osservazione. Ai valichi l'attenzione sarà rivolta al traffico dei veicoli, dei treni e delle persone, ha spiegato Vienna. Degli appositi nuclei di intervento saranno impiegati, se del caso, per impedire l'intrusione di gruppi di persone che dovessero fare uso della forza. Tutto dipenderà dalla direzione che prenderanno i flussi. Controlli adeguati - si afferma infine - saranno svolti anche nelle zone a ridosso della frontiera in una fascia di 25 chilometri.

Il ministro degli Interni austriaco, Johanna Mikl-Leitner, accompagnata dal ministro della Difesa, Peter Doskozil ha fatto visita nel pomeriggio, dopo la riunione dell’esecutivo a Vienna, al valico di Spielfeld (Šentilj) con la Slovenia. Ed è stata categorica: «Quando sarà esaurita la quota di migranti per l’anno in corso chiuderemo i confini». Confermato anche il contingentamento giornaliero dei rifugiati che dalla Slovenia transiteranno in Austria. Mikl-Leitner non ha fatto cifre nè date d’inizio del provvedimento ma ha chiaramente detto che tutto dipende da quanti migranti faranno richiesta di asilo in Austria e da quanti sarà disposta ad accogliere la Germania.

Sembra quasi sicuro, comunque, che Vienna ammetterà l’ingresso dalla Slovenia di 2.500 migranti al giorno con un flusso che non supererà i cento migranti l’ora. L’esecutivo austriaco ha altresì deciso di aumentare il numero dei militari impegnato a gestire l’emergenza profughi che dai mille attuali salirà a 1.600 e ha comunicato che non darà asilo politico ai migranti provenienti da Algeria, Ghana, Marocco, Mongolia e Tunisia.

Tutto il flusso transiterà esclusivamente attraverso il valico sloveno-austriaco di Spielfeld-Šentilj. Alla domanda se l’Austria costruirà ulteriori barriere il ministro degli Interni è stato categorico e inequivocabile: «Se serviranno nuove barriere le costruiremo».

Le decisioni austriache hanno immediatamente innescato l’effetto domino lungo la rotta dei Balcani. Così la Slovenia ha annunciato una riunione sul tema da parte del governo per “rispondere” alle misure austriache. Da notare che l’esecutivo sloveno si affanna a confermare gli ottimi rapporti con Vienna e la costante comunicazione tra le autorità di polizia per la gestione dell’emergenza migranti. Immediata anche la reazione di Zagabria. La polizia della Croazia ha fatto sapere, infatti, di aver rafforzato la propria presenza al confine con la Serbia, dopo che l’Austria ha annunciato maggiori controlli sui flussi di migranti che percorrono la rotta balcanica verso l’Europa occidentale.

«La Croazia ha inviato forze addizionali della polizia di frontiera e antisommossa al confine e vicino al confine con la Serbia», si apprende da una nota della polizia. I capi della polizia di Austria, Slovenia, Croazia, Serbia e Macedonia si incontreranno domani proprio nella capitale croata per discutere l’attuale situazione e le possibili soluzioni alla crisi dei migranti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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