Quotidiani locali

trieste

L’altro centrodestra chiama: «Dipiazza candidato civico»

Appello di Alessia Rosolen contro l’immobilismo di Forza Italia, Lega e Fdi «L’ex sindaco rompa gli indugi». E Giacomelli propone un incontro separato

TRIESTE «Da-da-un-pa / come abracadabra funzionerà. / Ogni giorno ed ogni illusione / con il Da-da-un-pa / diventerà realtà. Da-da-un-pa». Nessun sondaggio ha ancora sondato le gemelle Kessler come candidate sindaco di Trieste per il centrodestra. La parlamentare Sandra Savino, coordinatrice di Forza Italia, sostiene averle sentite (in polemica con Sgarbi). «Se aspettiamo ancora, possiamo tranquillamente candidare le gemelle Kessler» sbotta Alessia Rosolen, portavoce di un altro centrodestra, che all’epoca del “da-da-un-pa” non era neppure nata. È l’unica a parlare nella conferenza stampa convocata nella sala giunta del Comune per denunciare lo “stallo” politico del centrodestra triestino. Alla sua destra c’è il compagno Franco Bandelli (capogruppo di Un’Altra Trieste) e alla sua sinistra Paolo Rovis (Trieste Popolare e Ncd).

leggi anche:

«Loro sono qui per stare zitti», chiarisce alla fine Alessia con un tono che non ammette repliche. E i due, solitamente ciarlieri, rispettano alla lettera la consegna al silenzio. Assente giustificato l’ex sottosegretario e candidato sindaco Roberto Antonione. Ci sono però i rappresentanti degli Italiani di Trieste (che fanno riferimento a Roberto Menia) e Italia Unica (il movimento di Corrado Passera). Praticamente tutto il centrodestra rimasto fuori dal patto dei tortellini siglato a Bologna tra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. Un’intesa che a Trieste (e in Friuli Venezia Giulia) ha dato origine alla “fucina” di Savino (FI), Massimiliano Fedriga (Lega) e Fabio Scoccimarro (Fdi). Una trimurti di tutto rispetto che a tutt’oggi, a meno di 4 mesi dal voto, non è riuscita a produrre né uno straccio di programma nè una mezza candidatura.

«Abbiamo aspettato pazientemente ogni giorno. Giorno per giorno. Ma ora basta. Trieste merita un centrodestra diverso, non una proposta nata in provetta dentro segrete stanze. Noi vogliamo uscire dalla palude nella quale si è insabbiato il centrodestra triestino. Lo spettacolo è politicamente imbarazzante. Ogni giorno che perdiamo nella scelta del candidato è un vantaggio per il centrosinistra. Questa non è politica, solo giochi di potere» spiega Rosolen. «Tanto vale affidarsi alle gemelle Kessler» ripete Alessia riprendendo una battuta dell’onorevole Savino.

leggi anche:

L’altro centrodestra non ha dubbi nello stroncare la fucina. «Non è riuscita a produrre un solo rigo di programma. Parlano del rigassificatore che non è proprio all’ordine del giorno e sulla sdemanializzazione del Porto Vecchio hanno cinque posizioni diverse (e sono tre partiti). La fucina è solo fumo negli occhi capace al massimo di cucinare una minestra riscaldata», attacca Rosolen che a questo punto si rivolge direttamente a Roberto Dipiazza invitandolo ad assumere fino in fondo la leadership come candidato civico (come è successo a Pordenone con Alessandro Ciriani) e a dare corso alla campagna elettorale. «Serve una risposta chiara di Dipiazza per mettere fine a questo indecoroso spettacolo che i triestini non si meritano. Abbiamo perso già tre mesi. Qualcuno sta cercando il modo migliore per incassare una sconfitta. Noi alle elezioni ci saremo e vogliamo esserci con il candidato sindaco Dipiazza, l’unico che può vincere contro Cosolini. Non vogliamo stare sospesi. La fucina poi seguirà, se vuole. Non aspettiamo che i partiti dell’accordo di Bologna si sveglino dall’immobilismo», ripete la portavoce di un altro centrodestra pronto anche a fare una lista unica (lasciando perdere i simboli indigesti come quello di Ncd, Italiani di Trieste o Italia unica, ndr).

«Io comunque sono candidato e correrò per la mia città», ha ripetuto l’ex sindaco mercoledì a margine della cerimonia alla Foiba di Basovizza. Dipiazza c’è, insomma. Un altro centrodestra pure.

E gli altri? Nonostante i proclami unitari la fucina sembra mostrare le prime crepe. «Mercoledì 17 febbraio alle ore 19 si svolgerà il primo incontro tra Roberto Dipiazza e la direzione provinciale di Fratelli d'Italia Trieste per discutere le possibili convergenze su un programma per le elezioni comunali di giugno», si legge in un comunicato. Fucina superata, insomma. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Itaia in ordine sparso (come a Pordenone, a Milano e a Roma). «Solo incontrandosi e discutendo su problemi concreti possiamo trovarci su un programma comune. Le nostre priorità generali sono la lotta alla disoccupazione, casa e assistenza per le famiglie italiane in stato di povertà, economia, sicurezza e immigrazione - spiega Claudio Giacomelli, segretario provinciale di Fratelli d’Italia -. Su tutti questi punti e su molti altri abbiamo proposte concrete che vogliamo discutere con Roberto Dipiazza». E Forza Italia e Lega? Ci sono sempre le gemelle Kessler.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.