Quotidiani locali

Effetto Dipiazza, centrodestra nel caos

Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia stanno riesaminando la candidatura. Ma Marini avverte: «Non c’è alternativa».

Roberto Dipiazza, al solito, spiazza tutti. Prima prende un caffè al volo con Matteo Salvini in Galleria Protti, poi incassa la candidatura da Silvio Berluscini a Palazzo Grazioli (Roma), quindi si fa intervistare con tanto di cane e fidanzata sulle ginocchia annunciando di avere un filo diretto con il ministro Angelino Alfano, il giorno dopo corre a Milano assieme all’ex governatore Renzo Tondo alla convention di Corrado Passera disertando la manifestazione sulla Ferriera, quindi festeggia il suo 63.mo compleanno il primo febbraio da candidato sindaco in attesa di prendere un the con Giorgia Meloni (che il 9 e 10 febbraio sarà a Trieste). Tutto in neppure 10 giorni. Un vero imprenditore di se stesso, come si considera quando non si crede “nato leader”. Un “Fregoli” della politica. Una forza della natura. Tanto da costringere la “fucina” regionale (la premiata fonderia di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia guidata da Sandra Savino, Massimiliano Fedriga e Fabio Scoccimarro) a fare gli straordinari dopo quattro mesi di lenta e faticosa fusione.

«Nessuno ha scaricato Dipiazza» premette Scoccimarro, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. «Nostro candidato? Noi facciamo parte di una coalizione che sostiene un sindaco» precisa Savino, coordinatrice regionale di Fi. «Stiamo valutando» aggiunge Fedriga, capogruppo della Lega a Montecitorio. Pierpaolo Roberti, segretario provinciale della Lega, conferma lo stato confusionale che regna nel centrodestra: «Sono a disposizione. Posso fare un passo indietro, uno di lato o uno avanti». Ovvero il candidato sindaco, oppure il vicesindaco (con Dipiazza) o anche solo il semplice consigliere. Attende, come tutti, le nuove “fumate” della fucina. L’ultima riunione si è svolta a casa Scoccimarro. «A dispetto del nome (Casa del Crocifisso nell’omonima via) non abbiamo messo in croce nessuno» precisa il coordinatore di Fratelli d’Italia che mercoledì scorso, nel corso di un direttivo provinciale, ha dato il via libera alla candidatura Dipiazza.

«Non capisco più niente. Il mio candidato, per disperazione, rimane Dipiazza. Se adesso facciamo di nuovo retromarcia la gente ci corre dietro con i forconi» analizza Bruno Marini, l’ideologo di San Vito, pronto alla bisogna a fare pure il vicesindaco. Il consigliere regionale di Forza Italia, per stemperare gli animi, ha convinto ieri il collega Dipiazza ad astenersi dal voto in Consiglio regionale sul candidato al Frie che contrapponeva Forza Italia ad Autonomia responsabile (Renzo Tondo). Un gesto di buona volontà. «Dipiazza bisogna prenderlo per quello che è. Con i suoi pregi che sono moltissimi e i suoi difetti che non sono pochi» dice con abilità democristiana. «Certamente non occorreva che si facesse fotografare in piazza Unità con Alfano e non occorreva andasse da Passera a Milano» aggiunge Marini. Nulla da dire invece alla foto da innamorato con cane e fidanzata sulle ginocchia non proprio da Family day. «Certo poteva scegliere una foto più istituzionale. Ma non sono un cattolico bigotto. So che a qualcuno quella foto ha dato fastidio. Dipiazza ha questa bella ragazza e gli piace mostrarla. L’ha portata persino da Berlusconi». E quindi? «Al netto di tutto questo - spiega pragmatico Marini - la domanda vera che dobbiamo tutti porci: abbiamo un altro candidato al posto di Dipiazza? Abbiamo un altro con possibilità di vincere? Non ce l’abbiamo e allora andiamo

avanti con lui». Avanti, quindi, con la candidatura di Dipiazza. «Il solo annuncio della candidatura ha terrorizzato tutti. Mi hanno fermato in tanti per complimentarsi. Persino domenica durante la messa» assicura Marini. Quando si dice la Divina Provvidenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro