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Giulio Regeni, dal liceo al Collegio del New Mexico
il giallo

Giulio Regeni, dal liceo al Collegio del New Mexico

Il 28enne scomparso in Egitto aveva frequentato per tre anni il liceo triestino di via Rossetti, poi la borsa di studio per il Mondo Unito negli Usa

UDINE Cittadino del mondo non è un modo di dire, si adatta perfettamente a ciò che è Giulio Regeni, 28 anni. Regeni ha frequentato il Collegio del Mondo unito di Duino - a 17 anni era già studente nella sede del New Mexico, sud-ovest degli Usa - per poi trasferirsi a Oxford. Ha voluto raggiungere il Cairo per il dottorato di ricerca cui sta lavorando. Inglese alla perfezione, spagnolo e arabo sono le lingue che conosce e continua a imparare.

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Giulio Regeni, 28 anni, originario di Fiumicello, ex del liceo Petrarca di Trieste, si trovava in Egitto per motivi di studio. Dal 25 gennaio non dà più notizie. Grande preoccupazione della Farnesina. La famiglia è partita per la capitale egiziana. Mobilitazione degli amici sul web: #whereisgiulio ?

Giulio ha frequentato elementari e medie a Fiumicello; alle medie aveva anche fatto l’esperienza di sindaco dei ragazzi. Poi si è iscritto al liceo classico Petrarca a Trieste. Per tre anni: in seguito una borsa di studio vinta gli ha spalancato appunto le porte del Collegio, portandolo in New Mexico: era stato lui stesso a raccontarlo in un numero del 2005 del mensile triestino Konrad, in cui annunciava di voler tenere una «sorta di corrispondenza» dagli Usa sui temi di ecologia e ambiente. Poi la tappa in Inghilterra. che Giulio sia davvero cittadino del mondo si avverte nelle parole di chi lo conosce bene, come Bruno Lasca e la compagna Michela, di casa nella villetta bifamiliare di via Bonetti a Fiumicello dove lo studente vive con la madre Paola, papà Claudio e la sorella Irene, fra le protagoniste dell’associazione sportiva dilettantistica di pattinaggio di Fiumicello.

Nel comune della Bassa friulana Lasca è assessore alla Cultura e all’Istruzione, oggi è in pensione, ma è stato professore e preside alle scuole medie dove la compagna Michela insegna ancora. «Ha girato moltissimo, ha fatto tanti viaggi. Giulio è un ragazzo molto curioso, positivo, in gamba. È interessato alle cose del mondo e molto aperto al mondo», raccontano Bruno e Michela, sconvolti dal vero motivo che ha fatto partire Paola e Claudio Regeni in tutta fretta.

«Avevamo un appuntamento sabato – racconta Lasca –, ma Claudio mi ha chiamato venerdì pomeriggio spiegandomi che non sarebbe venuto. È stato vago sui motivi, mi ha detto che dovevano partire per il Cairo perché Giulio non stava molto bene e da così lontano era difficile seguirne le condizioni di salute. Solo oggi (ieri) abbiamo capito perché sono partiti».

Claudio Regeni fa il rappresentante, Paola Defendi è maestra in pensione; entrambi sono molto attivi nella comunità di Fiumicello. E quando potevano raggiungevano Giulio. Sul profilo Facebook di Claudio Regeni una delle ultime foto postate è del 22 agosto 2014, lui davanti a un panorama di Oxford. «Non mi ha sorpreso che partissero – spiega Lasca –, ma scoprire il motivo vero è sconvolgente». «Frequentare il Collegio del Mondo unito – dice Michela – ha permesso a Giulio di formarsi una rete d’amicizie internazionale che continua a coltivare con passione, voleva conoscere le cose del mondo. Alle medie ha fatto teatro con me e già si intravedevano la sua curiosità, la sua voglia di conoscere il mondo. Crescendo si è dedicato alle lingue, per lui scrivere un documento in inglese è una banalità».

Giulio è anche un appassionato di studi sul Medio Oriente, tanto che nel 2012 e nel 2013 ha vinto due premi al concorso internazionale intitolato “Europa e giovani”, promosso dall’Istituto regionale per gli studi europei. A parlare di Giulio è anche Ivan Bidoli, pittore 82enne con studio a Fiumicello. Lui, assieme ai genitori, è stato probabilmente anche l’ultimo, in Italia, a vederlo e parlarci. Domenica scorsa, il giorno prima di quel maledetto 25 gennaio. «Sono stravolto – racconta Bidoli – e incredulo. Siamo amici della famiglia Regeni da sempre e conosco Giulio da quando era un ragazzino. Lo abbiamo visto, l’ultima volta, via video (probabilmente Skype ndr) domenica scorsa, coi suoi genitori. Era tranquillo, felice per l’esperienza che viveva in Egitto. Davvero non riesco nemmeno a immaginare cosa può essere successo».

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