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Bambole appese in centro: mistero a Pola

Nessuno ha rivendicato il gesto. Il Comune non sa nulla, ma ha provveduto alla rimozione. Arte o macabro scherzo

POLA Una scena a dir poco insolita e sicuramente inquietante è apparsa agli occhi di chi a Pola ha imboccato la centralissima via Sergia che prende nome dall'imponente Arco dei Sergi di epoca romana: dai cavi elettrici tra un edificio e l'altro pendevano decine e decine di bambole nude e seminude, attaccate ai fili come fossero marionette. C'erano diverse Barbie, un Ken, tante riproduzioni di neonati e una bambola clown. Il quadretto se cosi lo possiamo chiamare ha provocato meraviglia, stupore e anche sgomento. Anche perché oltre alla bambole sono stati esposti alla stessa altezza diversi striscioni con la scritta “Lutke od krvi bez trunke ideje” (Bambole di sangue senza un briciolo di idea) che poi si è scoperto trattarsi di un verso di una nota canzone degli Azra, un gruppo pop croato che andava per la maggiore qualche decennio fa.

Qualcuno ha pensato trattarsi di una installazione o permormance artistica dal sapore di critica sociale e politica, oppure di un'iniziativa inquadrata nel carnevale. Forse le bambole appese hanno a che fare con un altro fenomeno “paranormale” dei giorni scorsi a Pola. Come scrive il Glas Istre, sono stati affissi dei manifesti raffiguranti il poliziotto della stradale che qualche tempo fa a Osijek aveva spinto fino a farla cadere per terra e ammanettato una vecchietta colpevole di aver attraversaro le striscie pedonali con il rosso. Su alcuni manifesti era riportato lo slogan “Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere” e su altri “Il potere cambia, lo stato rimane uguale”. Visto che nessuno ha rivendicato le bravate, alla stampa non è rimasto che chiedere spiegazioni a Palazzo municipale.

Ed ecco la risposta: «All'amministrazione cittadina non è pervenuta alcuna richiesta di affissione di manifesti ne di collocazione delle bambole per cui non è

stata rilasciata alcuna licenza in merito. Abbiamo incaricato le guardie comunali e i dipendenti dell'azienda municipalizzata Herculanea di rimuovere i manifesti mentre l'azienda Elektroistra quale proprietaria dei cavi elettrici si è assunta l'incarico di togliere le bambole». (p.r.)

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