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Aste contestate, indagato l'ex senatore Pertoldi

Ha l'obbligo di dimora. L’inchiesta della Gdf di Verona ipotizza appalti truccati per oltre 1 miliardo di euro nella forniture di energia Perquisizioni in Friuli, Veneto e Lombardia

UDINE. Appalti truccati per oltre un miliardo di euro nelle gare per la fornitura di gas e di energia elettrica agli enti pubblici. È questa l’ipotesi intorno alla quale vertono le indagini dei militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Verona che, nell’ambito dell’operazione “Aurora”, hanno notificato sette misure cautelari ad altrettanti professionisti e imprenditori ed effettuato una ventina di perquisizioni in esecuzione dell’ordinanza firmata dal Gip di Verona Giuliana Franciosi. Fra loro c’è l’ex senatore, nonchè sindaco del Comune di Basiliano Flavio Pertoldi, 64 anni, nei confronti del quale è stato disposto l’obbligo di dimora.

Pertoldi è finito nell’inchiesta in quanto consigliere del Consorzio energia Veneto e commissario in due gare d’appalto che si sono svolte nel maggio dello scorso anno. La carriera politica di Pertoldi comincia nelle fila della Democrazia cristiana, poi il passaggio nel Ppi e nella Margherita, di cui diventa segretario regionale.

Entra quindi in Parlamento, dapprima come deputato, successivamente come senatore ma questa volta in qualità di esponente del Partito democratico. Infine l'adesione a Scelta civica, il gruppo guidato dall'ex ministro del Consiglio, Mario Monti. Più complessa la posizione degli altri indagati. A partire da quella di Gaetano Zoccatelli, 69 anni di Villafranca, direttore del Consorzio energia Veneto oltre che presidente di Vittoria Srl e presidente del consiglio di amministrazione di Global Sevice e Global Power risultate vincitrici degli appalti che sarebbero stati truccati. Zoccatelli è finito ai domiciliari.

Stessa misura di custodia cautelare è stata adottata per Luciano Zerbaro, 71 anni vicentino, componente del collegio sindacale della Global Service, ma anche vicepresidente del Consorzio energia Veneto. Sono scattati gli arresti domiciliari anche per Marco Libanora, 51 anni commercialista con studio a Vicenza, residente a San Pietro Incariano, per l’avvocato Francesco Monici 34 anni e per un altro legale Alessio Righetti, 34 anni che, come Monici, è dello studio veronese MR che avrebbe predisposto le gare.

Il divieto di dimora è stato infine applicato anche a Luca Riboli, veronese di 36 anni, che ha ricoperto l’incarico di commissario nelle tre gare che sono oggetto dell’inchiesta. «L’indagine è partita nel 2015 – fa il punto il tenente colonnello Umberto Palma, comandante del Nucleo di polizia tributaria di Verona e oggi (ieri per chi legge ndr) sono scattate le perquisizioni in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia nel corso delle quali abbiamo sequestrato numerosi documenti, quindi abbiamo notificato sette misure cautelari fra le quali cinque arresti domiciliari e due obblighi di dimora.

A carico degli indagati – precisa il tenente colonnello Palma – vengono ipotizzate a vario titolo accuse che vanno dall’associazione a delinquere alla turbata libertà degli incanti in relazione a fatti risalenti al 2014 e al 2015». L’indagine riguarda l’acquisto di energia elettrica e gas da parte di oltre 1.100 enti pubblici, si tratta in gran parte di comuni medio-piccoli, riuniti nel Consorzio energia Veneto (Cev) di Verona. Sotto inchiesta sono finiti tre bandi di gara, due del valore di 600 milioni di euro ciascuno per la fornitura di energia elettrica e uno del valore di 100 milioni per la fornitura di gas.

Le indagini sono partite dai risultati di un’analisi svolta dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie sulle forniture di energia agli enti pubblici, che, secondo quanto riferito dagli inquirenti, avrebbero consentito di individuare «contiguità nei rapporti tra imprenditori privati e soggetti pubblici e anomalie nelle procedure di gara per la scelta dei fornitori».

Secondo l’ipotesi accusatoria, il Consorzio energia Veneto, un soggetto aggregatore sorto per occuparsi dell’approvvigionamento di energia e gas a favore degli enti consorziati in modo da consentire

loro concrete riduzioni di spesa rispetto alle convenzioni Consip o a quelle delle centrali di acquisto territoriali di riferimento, sarebbe stato “una scatola vuota” senza una struttura propria, nè personale, gestito dagli stessi imprenditori vincitori delle gare per le forniture di energia.

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