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Serracchiani in Iran col velo. Critiche Pd FOTO

Il senatore Sonego: "Ostentazione della sottomissione della donna. Immagine dolorosa dopo Colonia". La replica è secca: "A velo scoperto qui non si entra. Preferisco una leggera pashmina e aprire dialoghi piuttosto che escludere il Fvg da queste opportunità"

TRIESTE Debora Serracchiani in Iran con il velo in testa. Lo raccontano le foto dell’ufficio stampa della Regione Fvg. Niente di strano in un Paese dove, per entrare, il velo te lo devi mettere obbligatoriamente. Altrimenti resti a casa. Fatto sta che la presidente che si adegua non piace a Lodovico Sonego: «Immagine dolorosa, a maggior ragione dopo i fatti di Colonia», è il primo commento. Non si pensi a un attacco ad personam, precisa un attimo dopo il senatore Pd della Destra Tagliamento: «Ho sempre considerato un errore la prassi del capo coperto, anche in occasione di visite al sommo Pontefice. Si tratta di una ostentazione della sottomissione della donna e della negazione dell’uguaglianza rispetto all’uomo».

Insomma, «donne a capo coperto mai, innanzi a chiunque». Tanto più «inaccettabile», conclude Sonego, da parte di chi «ricopre una rilevante carica istituzionale ed esercita una importante funzione di leadership politica nazionale».

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Non è la prima volta che Sonego bacchetta la presidente e la risposta, per questo, non manca di ironia: «L’attenzione del senatore Sonego verso i miei copricapi sarebbe degna di miglior causa, ma ancora una volta lo ringrazio del trattamento speciale». Dopo di che Serracchiani non dimentica di rilevare che in passato, in Iran, il velo se lo erano messo anche l’alto rappresentante Ue per la sicurezza Federica Mogherini, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, quello dello Sviluppo economico Federica Guidi e, nel dicembre 2013, Emma Bonino. In quest’ultimo caso si sfiorò l’incidente diplomatico. L’allora ministro degli Esteri fu intercettata dalle autorità iraniane prima di scendere dall’aereo e costretta a coprirsi il capo. Bonino non era per nulla convinta, ma si rese conto che si trattava dell'unico modo per evitare un rapido rientro a Roma.

«Senza velo non si va in Iran – rimarca non a caso Serracchiani –. Io, che come donna non ho alcun senso di inferiorità, preferisco mettere sul capo una leggera pashmina e aprire dialoghi e rapporti commerciali a livello governativo anziché escludere da tutto questo la mia regione e il mio Paese».

Del viaggio in Iran si occupa anche un altro parlamentare regionale, Sandra Savino. Il velo resta in secondo piano: «Come noi rispettiamo le loro leggi, andrebbe fatto comprendere con una certa decisione che anche chi viene in Italia, da culture e tradizioni profondamente diverse, deve sottostare senza deroghe alle nostre, di regole». La parlamentare forzista si concentra su un altro aspetto della missione: «Vorrei conoscere costi di trasferta e benefici del viaggio per il Fvg».

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