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Pola, il giallo delle multe agli italiani

Spedite a migliaia per park non pagati. La Polizia di Roma: truffa. Ma uno studio legale della città dell’Arena: tutto in regola

POLA. L'Agente Lisa della Polizia di Stato italiana parla di classica truffa da internet. Ma lo studio legale dell'avvocato Shain Lou Pacheco Vinkovic afferma che è tutto vero: le raccomandate recapitate nei giorni scorsi a migliaia di cittadini italiani con l'invito a pagare il ticket per il parcheggio non vanno buttate.

Un fatto comunque è certo: le buste, verdi come quelle usate per gli atti giudiziari, sono state imbucate proprio a Pola. All'interno si trova una comunicazione nella quale viene intimato il pagamento di una sanzione su un Iban italiano, di una cifra compresa tra 184 e 250 euro. Che l'Agente Lisa - ovvero appunto la Polizia italiana attraverso il proprio profilo facebook - invita a non pagare in quanto sarebbe tutto una truffa. A favore della tesi, la dichiarazione di tanti cittadini destinatari della busta che sostengono di non essere mai stati in Croazia o perlomeno non nel periodo indicato nella comunicazione.

Ma nessun cittadino italiano si è rivolto alla Questura istriana per chiedere delucidazioni o segnalare la truffa. Lo ha dichiarato la portavoce Natasa Vitasovi„ aggiungendo inoltre che dalle autorità italiane non è arrivata alcuna richiesta di indagare sulla complessa vicenda. E dopo che diversi organi di stampa in Croazia si sono soffermati sulla vicenda si è fatto avanti appunto l'avvocato Shain Lou Pacheco Vinkovic. «Il nostro studio legale - spiega - tutela gli interessi di una trentina di società commerciali che gestiscono parcheggi in varie città della Croazia. Solo in un caso per errore è stata inviata la comunicazione a un cittadino italiano e la situazione al riguardo è stato ben presto chiarita in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia a Zagabria».

A proposito della enorme lievitazione della sanzione (non si parla di multa visto che l'auto nel posteggio a pagamento non è in divieto di sosta) che inizialmente comporta il pagamento del ticket giornaliero pari a 22 euro, l'avvocato polese spiega che la cifra viene ingrossata dalle spese dello studio legale e della traduzione della documentazione. In merito al pagamento su un Iban italiano ritenuto sospetto, l’avvocato aggiunge che «la Croazia pur facendo parte dell'Unione europea non è ancora entrata nell'area unica dei pagamenti Sepa per cui i pagamenti delle sanzioni vengono effettuati su conti fiduciari aperti dallo studio legale».

Chi ha ragione, l'Agente Lisa o l'avvocato Shain Lou Pacheco Vinkovic? Nell'attesa di ulteriori chiarimenti si può constatare che sono finiti i tempi in

cui i furbetti non pagavano il parcheggio facendola franca. Negli ultimi tre anni infatti sono almeno 4.500 i “portoghesi” italiani raggiunti dalla busta verde o di altro colore invitati a saldare il debito pena il pignoramento ora non più ostacolato dai confini di stato.

( p.r.)

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