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Porno su maxischermo del casinò a Portorose: catturato

È un uomo di Kranj nella cui abitazione gli agenti di polizia hanno trovato foto pedopornografiche su pc e cellulare

PORTOROSE. È entrato nel sistema informatico dell’hotel Metropol di Portorose ed è riuscito a proiettare sullo schermo gigante pubblicitario che capeggia sul lato principale dell’edificio un film porno. Una proiezione che è durata una buona mezz’ora prima che i responsabili dell’albergo si accorgessero di quanto stava avvenendo e corressero ai ripari.

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Secondo alcuni testimoni oculari dell’estemporanea proiezione, come scrivono le Primorske Novice, la protagonista della pellicola sarebbe stata la pornostar slovena La Toya. Del maxischermo pubblicitrio è responsabile la società Ledtech. Dopo che i tecnici sono stati avvisati della “strana” proiezione sono passati almeno quindici minuti per interrompere il filmato.

Il computer nel quale era entrato colui che all’epoca era ritenuto un hacker, è stato spento e così il film si è interrotto con non poca delusione del drappello di spettatori che nel frattempo stava ammirando le performance della nota porntostar slovena.

La polizia ha immediatamente avviato le indagini lavorando sulle tacce che sono state lasciate dall’incursore nel computer incriminato. E così dopo un paziente lavoro gli agenti sono risaliti all’autore dell’azione di hackeraggio. Si tratta di un uomo di 31 anni, di cui la polizia non ha reso note le generalità, ma che, secondo alcune indiscrezione, abiterebbe a Kranj.

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Gli agenti di Capodistria e quelli di Kranj, infatti, hanno ottenuto dal magistrato un mandato di perquisizione nella casa del sospettato e qui hanno trovato numerosa apparecchiatura informatica la quale, opportunamente esaminata, è risultata lo strumento utilizzato dall’uomo per entrare nel sistema informatico dell’hotel Metropol. Ma non è tutto. In un computer dell’uomo e nel suo telefono cellulare gli agenti hanno scoperto migliaia di foto pedopornografiche.

L’uomo dovrà ora rispondere di attacco informatico e detenzione e pubblicazione di materiale pedopornografico. Rischia fino a due anni di galera per la prima imputazione e fino a otto mesi di galera per la seconda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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