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Al Lisert un’«oasi» con gru e fenicotteri

Avvistate 199 specie in concorrenza con la riserva della Cona. Nella zona ammessa la caccia, gli ambientalisti chiedono più tutele

Ben 12 gru e un fenicottero sono il “regalo” di fine anno che il Lisert di Monfalcone ha offerto ai birdwatchers che giornalmente lo frequentano. L’osservazione del fenicottero (Phoenicopterus roseus), un esemplare adulto, e delle 12 gru (Grus grus) in sosta è la prima per questo sito nel corso del 2015, anno che ha in ogni caso confermato la ricchezza di avifauna della cassa di colmata del Lisert e del retrostante canneto.

Nell’arco dei dodici mesi, come spiega l’ornitologo Paolo Utmar, autore delle foto che ritraggono il fenicottero e le gru, al Lisert sono state osservate 199 specie e nel solo mese di dicembre 111. Nella riserva dell’Isola della Cona, termine di paragone importante, le specie osservate sono state 243 nell’anno. Al Lisert nel 2015 sono state avvistate la Moretta tabaccata e il Falco di palude, Canapgilie e Alzavole, oltre all’Oca selvatica, Airone maggiore e cinerino, Gallinella d’acqua, Poiana. Nonostante nella zona della cassa di colmata sia ammessa la caccia, che, secondo l’associazione ambientalista Eugenio Rosmann, «causa disturbo e rischia di allontanare dal sito queste eccezionali presenze». Il fenicottero è stato fra l’altro presente in tre degli ultimi sei anni, con un massimo di 6 individui. Un provvedimento per inibire l’attività venatoria nell’ambito è stato non a caso più volte richiesto dall’associazione, secondo la quale l’area costituisce un vero hot spot a livello nazionale per presenze avifaunistiche e quindi necessita di misure di protezione e di interventi di gestione attiva degli strumenti che già esistono. L’area è infatti inclusa in un Sito d’importanza comunitaria (Direttiva Habitat) e in una Zona di protezione speciale (Direttiva Uccelli), ma in passato è stata frequentata dagli appassionati di motocross.

Il canneto compreso tra la zona industriale e la Strada regionale 14 non è invece sottoposto ad alcuna forma di tutela, nonostante a più riprese gli ambientalisti ne abbiano sottolineato la valenza. L’area della cassa di colmata non è comunque l’unica a Monfalcone a rappresentare un corridoio importante per l’avifauna in transito. Seppure di dimensioni ridotte e compresa tra due strade trafficate soprattutto d’estate, nella zona a canneto del Cavana, tra Marina Julia e Marina Nova e la via che costeggia il Brancolo, è stato osservato nel corso dell’anno un centinaio di specie, tra le quali ci sono l’Airone maggiore e il Martin pescatore. Benché rimanga etichettata e sia a tutti gli effetti una città industriale, Monfalcone è quinto tra i comuni del Friuli Venezia Giulia per numero di specie avvistate dal 2010 a oggi, con 244 specie osservate e catalogate nella piattaforma Ornitho.it. Più ricche di Monfalcone sono soltanto Staranzano, Grado, San Canzian d’Isonzo e Marano lagunare, che però sono sedi di importanti Riserve naturali regionali.

L’Associazione Eugenio Rosmann ha quindi preannunciato che dedicherà alle aree costiere di Monfalcone gran parte del proprio impegno nel 2016, proponendo momenti di approfondimento ed escursioni per visitare luoghi ancora troppo poco conosciuti e considerati.

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