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al microscopio

Il verme di Lignano che rigenera i suoi organi

Una celebre rivista scientifica americana dedica un lungo articolo al minuscolo invertebrato trasparente che porta il nome della località balneare regionale e che ha “doti” eccezionali

Sarà sicuramente contenta TurismoFvg, l’Agenzia regionale del turismo, quando scoprirà che una delle sue punte di diamante, Lignano Sabbiadoro, è salita alla ribalta in una delle riviste scientifiche più in vista, i Proceeding of the National Academy degli Stati Uniti (Pnas). Un articolo pubblicato questa settimana riporta la sequenza del genoma di un piccolo verme che porta nientedimeno che il nome della cittadina balneare: Macrostomum lignano. Niente autori italiani, ahimè: il gruppo che firma l’articolo è guidato da un genetista molto noto nello scenario internazionale, Greg Hannon, del prestigioso Cold Spring Harbor Laboratory vicino a New York.

La storia di Macrostomum lignano, però, ha un inizio del tutto nostrano. Un giovane professore dell'Istituto di Zoologia di Innsbruck, Peter Ladurner, co-firmatario dell’articolo, una decina di anni fa descrisse l'esistenza di un piccolo verme che vive nelle zone lagunose della costa. Molto diffuso a Est di Bibione, nell’isola di Martignano, nelle spiagge della laguna di Marano, il verme ha circa 1-1,5 millimetri, è piatto, ha una grande bocca (da cui il nome) ed è completamente trasparente, il che lo rende facile da studiare in laboratorio. M. lignano attirò subito l'attenzione perché ha la capacità di rigenerare qualsiasi organo, quando questo venga rimosso o danneggiato, o persino l’intero corpo. Questa affascinante proprietà è dovuta un particolare tipo di cellule staminali, chiamate neoblasti, che rappresentano circa il 6.5% di tutte le cellule dell'organismo adulto: se una parte del verme viene amputata, ecco queste cellule sono capaci di riprodurre qualsiasi tessuto, a eccezione della testa che contiene il cervello.

Il Macrostomum lignano, l'eccezionale...
Il Macrostomum lignano, l'eccezionale vermetto trasparente, è lungo fino a un millimetro e mezzo

Un organismo eccezionale, quindi, in cui poter studiare i meccanismi alla base del processo di rigenerazione. Ma perché questi studi possano essere compiuti in maniera efficace, è indispensabile comprendere quale sia l’informazione genetica del verme, obiettivo ora coronato dall’attuale pubblicazione. E non sono già mancate le sorprese: il genoma del vermetto sembra essere complesso, con più del 75% costituito da corte sequenze ripetute, senza un’apparente funzione (nel caso del genoma dell’uomo, le sequenze ripetute sono circa il 50%). Quali siano i geni responsabili della capacità di rigenerare il corpo del verme non è ancora noto, ma la conoscenza della sequenza del Dna fungerà da catalizzatore per la loro scoperta. Se poi questa informazione potrà anche servire ad avanzare il campo della medicina rigenerativa umana, rimane una scommessa per il futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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