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No ai cani in bus, i padroni sfidano il divieto

Iniziativa di protesta per sollecitare l’applicazione della legge rimasta in stand by. “Blitz” a sorpresa sui mezzi pubblici

TRIESTE. Una vera e propria rivolta, con tanto di quattro zampe al guinzaglio. La vicenda della mancata attuazione della legge regionale che consentirebbe ai cani di salire in autobus, ha un ultimo colpo di coda: i consiglieri di Fi Roberto Novelli e Rodolfo Ziberna intendono andare fino in fondo, con una doppia operazione “ribelle”.

La prima: la prossima settimana, in un giorno a sorpresa, i due berlusconiani verificheranno di persona, a Trieste, il rispetto della norma. Si porteranno appresso i rispettivi cagnolini e tenteranno di salire sui bus. I conducenti li fermeranno, come avvenuto nelle scorse settimane a danno di un’anziana, con tanto di intervento dei carabinieri? Se così fosse, il personale della Trieste Trasporti farebbe valere una comunicazione della Regione che aveva messo in stand-by la legge, per ulteriori approfondimenti sul regolamento di vettura. Una decisione che i due forzisti contestano da giorni, con maggior forza visto che lo stop era pervenuto su iniziativa di un funzionario.

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Novelli e Ziberna intendono organizzare analoghe iniziative nel resto della regione, coinvolgendo varie associazioni animaliste. «La giunta o un direttore regionale dovrebbero sapere che le leggi non si applicano solo se piacciono», ammoniscono i due. La giunta ha opposto “scuse pretestuose” perché sostiene che “sarebbe un onere eccessivo per il conducente del mezzo pubblico accertarsi, in vettura, della presenza di uno o più cani non di grossa taglia che siano dotati di museruola”. Mentre secondo il regolamento di Trieste Trasporti, in realtà, “il conducente ha già l’obbligo, ad esempio, di accertarsi che i passeggeri non portino con sé materiali pericolosi, che non siano in stato di ebbrezza o in condizioni alterate. E si vorrebbe farci credere che valutare e mettere in sicurezza un ferito o malato sia cosa facile, mentre osservare un cane che sale accompagnato sia adempimento oneroso? Questo atteggiamento ostile della giunta ci impone di porci a difesa del cittadino – concludono – . Raccoglieremo le denunce che ci perverranno a mezzo posta elettronica (rodolfo.ziberna@regione.fvg.it e roberto.novelli@regione.fvg.it) con cui presenteremo esposti alla Procura».

Sul caso si fa sentire pure il capogruppo Riccardo Riccardi: «Trovo singolare che l'assessore provinciale Vittorio Zollia, nella sua veste di politico che non si è mai candidato, si permetta di definire azzardata una legge votata dalla maggioranza dei consiglieri regionali eletti, loro sì, direttamente dai cittadini. Forse la sua precedente carriera di funzionario all'interno della macchina regionale - attacca - gli ha fatto mantenere la prassi di poter correggere le proposte di legge con la matita rossa. Ma ora che ha intrapreso il percorso politico la matita può riporla nel cassetto, e con essa gli atteggiamenti da dirigente pubblico, perché tale più non è».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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