Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Legge incompleta, slitta l’ok ai cani sui bus

Un cane a bordo di un autobus

Il testo non scioglie il nodo delle verifiche sugli accessi. I sindacati protestano. E la Regione è costretta a correre ai ripari

TRIESTE. La legge regionale che consente l’accesso dei cani all’interno degli autobus resta in stand-by. La norma, scrive una nota congiunta preparata dagli assessorati alle Infrastrutture e alla Sanità, non è di fatto ancora applicabile. Serve un passaggio tecnico per preparare i regolamenti attuativi, un’ulteriore riunione tra l’ente, le società che gestiscono i mezzi e i sindacati. Al momento, dunque, qualsiasi cittadino volesse salire su un bus accompagnato da un quattro zampe, si scontrerebbe con il fermo no del conducente.

Un fatto che si è già verificato in un paio di circostanze, nonostante il provvedimento fosse stato ben che varato dal Consiglio regionale. Il primo, a metà maggio, a Trieste: un’anziana con un cagnolino di piccola taglia è stata obbligata scendere, con tanto di intervento dei carabinieri. Così a Cervignano, dove due ragazzi si portavano appresso un quattro zampe, non più grande di un chihuahua.

Le indecisioni sul provvedimento hanno provocato caos tra i cittadini: la norma era stata approvata, ma dopo una comunicazione del primo aprile inviata dalla Direzione centrale infrastrutture, società come la Trieste Trasporti avevano congelato la legge. L’assessore ai Trasporti Mariagrazia Santoro, sollecitata a fornire spiegazioni in Consiglio da un’interrogazione del forzista Roberto Novelli, aveva confermato la necessità di ulteriori approfondimenti, mentre invece la collega responsabile della Sanità, Maria Sandra Telesca, aveva giudicato il provvedimento «tassativo», che «non richiede integrazioni». Una diversa interpretazione che ha spinto l'esecutivo a pendere ora una posizione unanime.

«La legge è totalmente condivisa dalla giunta e deve trovare sicuramente diretta applicazione - precisano sia Santoro sia Telesca -. Nello specifico, a seguito di approfondimenti tecnici, la disposizione che consente il trasporto di un massimo di due cani sui mezzi di trasporto, ha evidenziato delle difficoltà applicative segnalate da alcune aziende e dalle organizzazioni sindacali. È stata dunque data indicazione alle strutture tecniche della Regione di svolgere un ultimo incontro con le aziende e sindacati, affinché si giunga alla più rapida applicazione della legge. Dunque - proseguono Santoro e Telesca - nessuna intenzione di disapplicare una norma, ma solo la responsabilità di evitare che insorgano problematiche impreviste le quali potrebbero inficiare l’approvazione di questo provvedimento».

Il testo dell’aula, insomma, deve ancora essere recepito dalle società, a cominciare dalla Trieste Trasporti. La Provincia attende disposizioni: «Purtroppo chi ha preparato quella norma non ha preso nella dovuta considerazione le altre disposizioni già esistenti - commenta l’assessore provinciale Vittorio Zollia -. Questo è il problema che mette in difficoltà l’assessorato ai Trasporti della Regione e l’assessorato alla Sanità. Noi non possiamo far altro che aspettare istruzioni. Devono risolvere un nodo di fondo - prosegue Zollia - cioè a chi, tra il personale delle società, spetta la verifica dell’accesso in autobus. E questo è anche un problema contrattuale. In ogni caso - ammonisce l’assessore provinciale - la norma fornisce solo alcuni passaggi in linea generale, senza però regolamentare ad esempio il tipo e la taglia degli animali da affezione ai quali è permesso salire. La norma va certamente regolamentata - ripete - forse è stata un po’ azzardata. Attualmente - conferma l’esponente della giunta Poropat - non è possibile entrare in autobus con un cane e la Regione ha detto che per ora adesso vanno applicati i regolamenti di vettura già vigenti. Noi siamo in attesa, ma è chiaro che a questo provvedimento si deve dare un’attuazione, in un modo o nell’altro. Non possiamo far altro che aspettare istruzioni puntuali dalla Regione”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA