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«La festa di Casa Pound non andava ospitata»

Il consigliere di Rifondazione comunista Saullo ha mal digerito i silenzi del sindaco: «Bisognava discuterne»

Il raduno di Casapound in un capannone privato a due passi dal Kinemax di sabato sera non è stato accolto con grida di giubilo. Il consigliere comunale di Rifondazione comunista Alessandro Saullo alza il sopracciglio nel prendere atto della notizia, di cui soltanto la prima cittadina era stata informata dalla questura: «È quantomeno singolare che una città come Monfalcone, con la sua augusta storia resistenziale, sia finita a fare da luogo di raduno per le forze della nuova destra - commenta il consigliere del Prc -. Noi pensiamo che un avvenimento del genere dovesse comunque essere oggetto di un qualche tipo di discussione, perché il nome della nostra città non merita di essere infangato dall’abbinamento a un simile raduno».

L’associazione Ronchi dei Partigiani, tra gli organizzatori della manifestazione antifascista di sabato scorso, rilancia: «Avevamo segnalato sulla nostra pagina il rischio dello svolgimento di un concerto neofascista a Monfalcone dopo la manifestazione fascista e guerrafondaia di sabato a Gorizia organizzata da Casapound», precisano. L’associazione trova «comunque grave la tutela data ai militanti dell’ultradestra da parte delle forze dell'ordine».

Sulla stessa lunghezza d’onda la Sinistra anticapitalista di Monfalcone che poi se la prende con il sindaco: «Riteniamo ancora più grave apprendere che Altran, informata in anticipo della nazi-festa, ha ritenuto di dover mantenere riservata la notizia, in quanto si trattava di una “festa privata”. Il ruolo del primo cittadino non si ferma alla mera tecnica amministrativa, ma è anche quello della vigilanza democratica».

Ma come si è svolta la festa? Sabato scorso, dopo la manifestazione nazionale nel centro di Gorizia, i militanti di Casa Pound sono stati caricati sulle corriere. Buona parte di loro è andata in gran segreto a Monfalcone dove hanno festeggiato la conclusione del corteo. Nei giorni precedenti alla manifestazione il Comune di Monfalcone aveva espresso, assieme ad altri enti della zona, il suo rammarico per la scelta delle autorità di

consentire che il corteo si svolgesse a ridosso del Centenario. Poi però gli stessi neofascisti hanno scelto proprio la cittadina portuale per concludere la loro giornata: un evento «strettamente privato», ha commentato il sindaco Silvia Altran nei giorni scorsi.

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