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L’astronomo Halley dalla cometa al Bastione fiorito del castello

Nel 1702 fu mandato dalla regina Anna Stuart d’Inghilterra a mappare le coste dalmate e si fermò anche a Trieste. Poi arrivò a Gorizia lasciando il segno

Uno dice Edmund Halley è subito pensa alla cometa che da lui ha preso il nome, non certo a Gorizia. Eppure, la figura del celebre ingegnere, astronomo e matematico inglese è legata anche al capoluogo Isontino e al suo castello: ne firmò il Bastione fiorito. Secondo alcuni, poi, fu proprio a Gorizia che tirò le somme dei suoi studi sulle comete. La recente querelle sul bastione del Re offre l’occasione per ricordare un personaggio di fama mondiale che in passato, come tanti altri, ha lasciato in città un piccolo segno della sua presenza senza che la città stessa ne sia stata mai pienamente consapevole. Tra gli altri, nella lista si possono annoverare il re Carlo X di Borbone, ultimo sovrano di Francia; il matematico Augustin-Louis Cauchy, padre dell’analisi infinitesimale; l’intellettuale Lorenzo Da Ponte, librettista di Mozart e di Salieri.

Nato nel 1656 a Londra, Halley fu astronomo reale e dal 1720 diresse la specola dell’osservatorio di Greenwich. Tra il 1676 e 1680 studiò sull’Isola di Sant’Elena le stelle dell'emisfero australe: osservò prima un passaggio di Mercurio sul sole e molti anni più tardi un successivo passaggio di Venere, questo gli permise di determinare la distanza tra la terra e il sole. Oltre agli studi sulle comete del 1705, contribuì allo sviluppo della legge di gravitazione universale supportando Isaac Newton nella pubblicazione del celebre trattato Phlosopiae naturalis principia mathematica. Halley si occupò anche di statistica, ideando le tavole di mortalità e sopravvivenza poi divenute la base del calcolo assicurativo. Nel 1815 calcolò con un errore di soli 4 minuti l’eclissi totale che proiettò l’ombra della luna sul Nord Europa e su Londra. Forte di un’esperienza navale di due anni nell’Atlantico al comando del veliero “Paramore Pink”, nel 1702 Halley fu inviato in missione diplomatica nell’Alto Adriatico dalla regina Anna Stuart d’Inghilterra. Tra i suoi compiti c’era quello di mappare le coste dalmate ed individuare un’area dove fare, eventualmente, approdare le navi della marina di Sua Maestà.

Appena giunto a Trieste, all’inizio di febbraio, eseguì un sopralluogo con il conte Vito di Strassoldo ed il governatore militare Johann Ernst von Heberstein. Alla fine, l’opzione Trieste venne scartata. Era considerata inadatta perché difficile da proteggere, in quanto troppo ampia l’esposizione al mare. La scelta cadde quindi sulla baia di Buccari, a sud di Fiume. Nel corso della sua missione, Halley sostò anche a Gorizia. A testimoniarlo è Giovanni Maria Marussig. Nel suo libro sulle origini della città, a proposito dell’intervento di fortificazione del castello sul versante della Castagnavizza, scrisse: “I lavori furono diretti dal celebre ingegnere, astronomo e matematico Edmondo Halley”. Si trattava del Bastione fiorito, ma in pochi lo sanno. Probabilmente progettò anche la Torre delle polveri, ma le fonti si fermano qui. In ogni caso è possibile che l’esperienza del diplomatico nei dintorni di quella che sarebbe

divenuta la Nizza austriaca, ebbe conseguenze di portata anche mondiale. A Idria si estraeva il mercurio e forse non è un caso che sia stato proprio lo scienziato inglese ad introdurne l’uso per la fabbricazione dei termometri. Ma questa è tutta un’altra storia.

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