Quotidiani locali

la riforma della legge sui porti al dunque

Trieste-Venezia: chi comanderà in Adriatico?

Probabile la creazione dell’Agenzia nazionale, forse le Authority sostituite da direttori

Potrebbe nascere la prossima settimana la nuova legge sui porti e a essere coinvolti in prima persona sulla sua stesura due personaggi piuttosto noti da queste parti: la governatrice Debora Serracchiani che è anche responsabile nazionale Infrastrutture del Pd e Maurizio Maresca ex presidente dell’Authority triestina attualmente anche docente all’università di Udine nella sua veste di consulente per le Infrastrutture di Matteo Renzi. Sembrerebbe che il premier si sia stancato delle lungaggini che stanno subendo discussioni e consultazione condotte dal ministro Maurizio Lupi e voglia arrivare al dunque. Ciò che sembra certo è l’approssimarsi di una svolta centralista per porre fine a campanilismi, concorrenze interne e beghe politiche locali. Viene data dunque pressoché per certa la creazione di un’Agenzia nazionale che deciderà lo smistamento dei finanziamenti in base a considerazioni strategiche di carattere generale e uniformerà regole e mercato del lavoro all’interno di tutti gli scali.

Da questo punto, si innesta il quesito principe per i territori: la sopravvivenza delle Autorità portuali, la loro sparizione, riduzione, mantenimento in toto o trasformazione in enti di importanza secondaria. Secondo il sito web specializzato The medi telegraph gli incontri decisivi per dirimere la questione si svolgeranno appunto nella settimana entrante e vi parteciperanno da un lato del tavolo Serracchiani e Maresca accanto al sottosegretario alla presidenza Luca Lotti e dall’altro lo stesso ministro Lupi con il suo capo di gabinetto Giacomo Aiello e il capo della segreteria tecnica Enrico Seta. A Renzi, secondo le voci diffusesi negli ultimi giorni, non dispiacerebbe l’abolizione di tutte le Autorità portuali che verrebbero sostituite da un direttore, evidentemente un dirigente statale emanazione dell’Agenzia nazionale mentre potrebbe sopravvivere una sorta di Comitato portuale con i rappresentanti della Regione, dei Comuni, delle Dogane, della Capitaneria di porto, degli operatori. Ma potrebbero invece, per arrivare a una sorta di compromesso, anche essere create cinque o tre mega Authority che governerebbero una macroregione logistica (non solo porti, ma anche autoporti e interporti ferroviari). In quest’ultimo caso proprio la sorte di Trieste sembra sospesa tra le stalle e le stelle. La considerazione dimostrata da Lupi che ha definito Genova e Trieste i due porti maggiormenete strategici e livello nazionale e il peso di Serracchiani potrebbero permettere l’insediamento proprio alla Torre del Lloyd della direzione guida

dell’intero Adriatico, mettendo ad esempio Genova a capo del Tirreno e Napoli dell’intero Sud. Al contrario, Trieste potrebbe finire sotto Venezia vedendo il proprio ruolo tristemente ridimensionato proprio nel momento in cui si stavano creando le premesse per il suo decollo. (s.m.)

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