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Intascava da 7 anni la pensione del padre morto

Aquileiese rinviato a giudizio con l’accusa di truffa aggravata. L’Inps vuole indietro 68mila euro

CERVIGNANO. Ha continuato a percepire la pensione del padre, anche dopo la sua morte. Lo ha fatto per sei lunghi anni e per un totale di quasi 66mila euro, guardandosi bene dal comunicare la perdita all’Inps e trascurando anzi del tutto le richieste di informazione inviategli nel tempo dall’istituto stesso.

Alla fine, però, la notizia del decesso è arrivata e l’uomo, che si chiama Giovanni Miceu, ha 54 anni e risiede ad Aquileia, si è visto interrompere immediatamente le erogazioni ed è finito al centro di un’inchiesta per l’ipotesi di reato di truffa, aggravata dal fatto di averla commessa nei confronti di un ente pubblico.

Approdato davanti al gup del tribunale di Udine, Matteo Carlisi, il procedimento ha varcato l’altro giorno la soglia dell’udienza preliminare.

Ritenendo più che sufficiente la denuncia presentata nel novembre del 2013 dall’Inps, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato, fissando la data di inizio del processo al 29 ottobre.

Il fascicolo passa dunque al giudice monocratico Mariarosa Persico, per l’istruttoria dibattimentale. All’udienza preliminare, il difensore d’ufficio, avvocato Paola Baldini, non ha potuto chiedere l’ammissione ad alcun rito alternativo, non essendo mai riuscita, finora, ad avere alcun contatto, neppure telefonico, con il proprio cliente.

Con Miceu, per la verità, in pochi sembrano avere avuto la fortuna di parlare. La sua prolungata irreperibilità aveva costretto il tribunale a rinviare la prima udienza preliminare e a procedere a una seconda notifica, questa volta a mano, della convocazione. Vano era stato anche il tentativo del legale di chiudere la vicenda con il risarcimento della somma percepita alla parte offesa: l’uomo era risultato privo di occupazione e nullatenente. Motivo in più, evidentemente, per non perdere i soldi della pensione del padre morto.

Onorino Miceu lo aveva lasciato il 18 novembre 2007, all’età di 77 anni. Con il padre, Giovanni Miceu condivideva il conto corrente alla Bcc di Fiumicello e Aiello e questa contitolarità gli aveva permesso di continuare ad accedere ai soldi mensilmente accreditati dall’Inps di Cervignano. Così, per un totale di 65 rate, cioè fino all’aprile 2013, e per un importo complessivo di 65 mila 832 euro.

Ora, per quella somma l’istituto previdenziale pretende il risarcimento. A rappresentarlo in aula, come legale di parte civile, è l’avvocato Franco Foramiti.

Sordo alle richieste dell’Inps, Miceu non aveva mai risposto alle lettere che lo invitavano a fornire dichiarazioni aggiornate sullo stato di famiglia. A complicare le cose, poi, ci si era messo anche il Comune, a sua volta

obbligato a trasmettere all’istituto notizia dell’eventuale decesso di pensionati, ma alle prese all’epoca con problemi telematici che hanno ritardato oltremisura la comunicazione e, con essa, contribuito a prolungare ulteriormente la “dimenticanza” del figlio.

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