Quotidiani locali

trieste

La Grande Guerra fra itinerari e articoli

Appuntamento di chiusura del progetto che ha coinvolto oltre 200 studenti

Capire adesso una guerra iniziata un secolo fa, per farne la chiave di lettura del mondo di oggi e cogliere il profondo significato della parola pace. Questo il compito al quale sono stati chiamati circa 200 studenti di otto scuole superiori, quattro locali e altrettante italiane all’estero o estere con l’insegnamento dell’italiano, e una dozzina di universitari che hanno costituito un gruppo di lavoro. Il tutto nell’ambito del progetto denominato “Comunicare ai giovani la Grande Guerra”, promosso dall’associazione “Radici & Futuro”, in collaborazione con Comune, Provincia e Fondazione Casali e culminato ieri nella manifestazione di chiusura svoltasi nel Dipartimento di studi umanistici dell’Università guidato dalla professoressa Marina Sbisà.

La conoscenza degli eventi che sconvolsero il mondo fra il 1914 e il 1918 è avvenuta attraverso un lungo percorso, iniziato nel maggio dello scorso anno, che ha visto i componenti del gruppo di lavoro scrivere 11 itinerari tematici e numerosi articoli sul tema, mentre gli studenti delle superiori hanno partecipato a viaggi di istruzione in regione, con mete i luoghi della Grande Guerra. Questi i licei coinvolti: il San Ladislao di Budapest, in abbinamento con il Duca degli Abruzzi di Gorizia, il Leonardo da Vinci di Parigi con il Petrarca di Trieste, il XIII di Cracovia con il Magrini di Gemona e l’Italo Svevo di Colonia con il Carducci-Dante di Trieste. Ieri sono intervenuti all’appuntamento finale docenti del Dipartimento, intervistati dal giornalista Roberto Vitale. Tullia Catalan ha ricordato che «alla vigilia dello scoppio della guerra, Trieste viveva un forte contrasto fra i socialisti e i liberal nazionali oltre che con i gruppi irredentisti. Capire gli animi di quei momenti significa capire la Trieste di oggi». Luca Giuseppe Manenti ha spiegato origini e percorsi dell’Irredentismo, mentre Matteo Perissinotto ha parlato delle memorie di guerra degli ebrei triestini.

leggi anche:

Dopo Cristina Benussi, che ha approfondito alcuni aspetti del libro “La coscienza di Zeno”, è stato il giornalista e scrittore Paolo Rumiz a chiudere la mattinata, sottolineando la «grande differenza fra il fronte orientale del conflitto, trasformato in un unico grande museo, e quello orientale. Vorrei poter sostituire le celebrazioni con l’evocazione - ha precisato Rumiz, che ha viaggiato a lungo sui fronti della Grande Guerra - ed è vedendo di persona quelle regioni che si possono capire meglio i caduti delle nostre terre. Tutti coloro che combatterono in quel conflitto manifestarono generale sfiducia negli ufficiali e comprensione del dramma del soldato nemico, spesso accampato a poche decine di metri». Rumiz ha chiuso con alcuni interrogativi: «È proprio vero che questa guerra ha provocato solo odio? Non sarà invece che i soldati nelle trincee e i prigionieri capirono proprio in quel momento che si poteva costruire un’Europa unita? Il dopoguerra è stato meglio? C’è più Europa oggi o cent’anni fa? Siamo più liberi oggi? Siamo in pace veramente?». Laura Capuzzo, dell’associazione “Radici & Futuro”, ha annunciato il prossimo avvio di un nuovo progetto sulla prima Guerra mondiale.

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon