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"Generazione 2.0" faccia a faccia col primo conflitto mondiale

Martedì 2 dicembre il progetto "Comunicare ai giovani la Grande guerra" dell'associazione "Radici&Futuro"  culminerà in un convegno a Trieste. Oltre duecento i ragazzi coinvolti dalla primavera del 2013

I giovani d'oggi hanno un legame flebile con la Grande guerra: sono stati i loro bisnonni, quando non i trisavoli, a combatterla. Siamo ormai su una scala del rapporto generazionale che rende difficile e occasionale il tramandarsi delle storie. Ecco perché è sempre più importante porre le giovani generazioni faccia a faccia con il conflitto che cento anni fra stravolse il continente e pose nel sangue le fondamenta dell'Europa odierna.

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In questa sezione del sito del Piccolo sono pubblicati anche i testi scritti dagli stessi ragazzi partecipanti al progetto "Comunicare au giovani la Grande guerra":

E' quel che si propone di fare il progetto "Comunicare ai giovani la Grande guerra", promosso dall'associazione culturale "Radici&Futuro". Il progetto culminerà martedì 2 dicembre nel convegno "Generazione 2.0 e la Grande guerra", che si terrà nell'aula magna di Androna Baciocchi 4 a Trieste. La referente dell'associazione, la giornalista Laura Capuzzo, spiega: «Il nostro progetto ha avuto inizio nella primavera del 2013 e si è articolato su due fronti - dice -: un gruppo di ragazzi ha scritto degli articoli e realizzato degli itinerari ispirati alla Grande guerra e incentrati sull'area geografica compresa fra Isonzo e Tagliamento, sia in Italia che in Slovenia».  Accanto a questo gruppo di lavoro «abbiamo sviluppato il progetto con le scuole superiori - prosegue Capuzzo -: quattro scuole del Friuli Venezia Giulia e quattro scuole italiane all'estero hanno approfondito i libri di autori che hanno trattato o vissuto quella guerra».

Gli studenti coinvolti sono stati circa duecento e, oltre a leggere il libro "La guerra di Giovanni" del giornalista e scrittore Edoardo Pittalis, hanno affrontato classici come Saba, Hemingway, Ungaretti, Slataper, Gadda. I licei regionali coinvolti sono il "Carducci-Dante" e il "Petrarca" di Trieste, il "Magrini" di Gemona e il "Duca degli Abruzzi" di Gorizia. Due delle scuole partecipanti, il "Petrarca" e il "Carducci-Dante" hanno vinto il Premio Antonio Sema. Le scuole italiane all'estero sono istituti di Budapest, Cracovia, Colonia e Parigi: «I loro studenti sono venuti in viaggio d'istruzione sul nostro territorio, partecipando a incontri con le scuole locali, escursioni ed eventi come il festival èStoria», precisa Capuzzo.

Studenti goriziani e di Budapest alla...
Studenti goriziani e di Budapest alla Cappella ungherese

Il convegno di martedì sarà moderato dal giornalista Roberto Vitale e avrà inizio alle nove. Fra le 9.30 e le 10.30 verranno esposti i lavori prodotti dal gruppo di giovani che ha curato gli articoli e gli itinerari sulla Grande guerra. La seconda parte della mattinata, fino alle 13, prevede una serie di interventi propedeutici al nuovo progetto dell'associazione "Grande guerra, l'anno fatale", che vedrà nuovamente giovani di scuole italiane e straniere confrontarsi sul 1914, stavolta attraverso la lente dei giornali. Docenti dell'università di Trieste approfondiranno il modo in cui il grande porto imperiale visse l'esplodere del conflitto.

A chiudere il convegno il giornalista Paolo Rumiz presenterà il suo viaggio lungo i fronti della Grande guerra nell'Europa di oggi. I frutti del progetto saranno pubblicati sul portale “Itinerari della Grande Guerra” di TurismoFvg e sulle testate media partner, tra cui Il Piccolo. Il progetto ha avuto il sostegno finanziario della Provincia e del Comune di Trieste, oltre che della Fondazione Casali, e il convegno di chiusura è stato organizzato assieme all'ateneo cittadino.

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