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Le mucche aggrediscono i turisti

Tre casi in poche settimane con una vittima e un ferito grave. E il Tirolo distribuisce volantini ai gitanti

Sono placidi ruminanti. Ma qualche volta si possono trasformare in bestie aggressive e pericolose. E sì, anche le mucche nel loro piccolo s’arrabbiano. Lo stanno scoprendo in Austria, dove domenica si è registrato il terzo caso, in poche settimane, di vacche al pascolo che attaccano escursionisti e amanti dell’alta montagna.A dare notizia dell’ultimo incidente, la Tv pubblica di Vienna, la Orf, che ha raccontato che «un pensionato 78enne» a passeggio lungo un sentiero sulle montagne sopra Innsbruck, è stato attaccato da una mandria di una ventina di mucche «e ferito gravemente».

«Secondo un testimone oculare», ha precisato la Orf, l’uomo stava camminando quando «le vacche hanno iniziato a correre verso di lui e lo hanno calpestato», provocandogli gravi ferite al petto e poi al braccio sinistro. Una settimana prima, il secondo caso, registrato sempre in Tirolo. Una donna, a passeggio sui monti con la propria famiglia, aveva avuto la brutta idea di aprire il recinto di un pascolo ed era stata attaccata da una mucca. Per lei, tanta paura, ma ferite più leggere di quelle riportate dal pensionato domenica scorsa. Molto peggio era andata invece a una turista tedesca, a fine luglio. La 45enne, in ferie nella valle Stubaital, sempre vicino a Innsbruck, stava camminando nei pressi di un pascolo con al guinzaglio il proprio cane. Improvvisamente, ha raccontato la polizia austriaca all’agenzia di stampa Apa, una vacca si è lanciata contro la donna, colpendola con forza. Neppure i tentativi di rianimazione, durati tre quarti d’ora, erano riusciti a salvarla.

Tre casi che hanno spinto la Camera di commercio del Tirolo a reagire con prontezza, preparando un volantino per rendere edotti i vacanzieri del rischio che le «imprevedibili» mucche possono rappresentare. Volantino, intitolato «un pascolo alpino non è uno zoo!», dove si spiega che le vacche vanno trattate con riguardo e non provocate, soprattutto se circondate dai loro vitellini. Dépliant che suggerisce vari modi di comportamento, per evitare problemi e seppur rare «situazioni di conflitto» con gli animali. In primo luogo, «non abbandonate i sentieri tracciati», «mantenete una distanza di sicurezza di 20-50 metri dalle vacche al pascolo», «non spaventate gli animali» con schiamazzi o agitando rapidamente bastoni o le braccia e «non avvicinate i vitellini», scatenando l’istinto di protezione della mucca.

Soprattutto, «tenete sotto controllo e al guinzaglio il vostro cane e liberatelo solo in caso di attacco» perché essi, a differenza degli uomini, sono «abbastanza veloci per fuggire». E sarebbero proprio i quattro zampe a provocare con maggior

frequenza gli attacchi, dato che le vacche «li vedono come potenziali minacce», spiega il volantino. La conferma, da casi simili, come quelli registrati nell’estate del 2009 in Gran Bretagna, con quattro morti per attacchi di bovini. Due vittime erano a passeggio proprio con il loro cane.

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